“Ora ci sono un po’ più di danzatori che hanno sopra i 20 anni, ce ne sono altri che ne hanno più di 50, come Dominique Mercy. Queste sono persone molto speciali e non perché qualcuno ha 50, 60 anni o di più. Prima di tutto sono ancora danzatori incredibili e sono ancora in crescita e la loro fantasia è senza fine, non è finita per nulla. Sento che in loro ci sono talmente tante cose non ancora esplorate, che loro non hanno ancora toccato, e mi piace molto la mistura tra le cose. Mi piace mettere insieme le cose e fare qualcosa con questa mescolanza. I giovani imparano sempre dagli altri e i vecchi imparano di nuovo dai giovani. E’ una nuova energia ed è una meravigliosa mistura”.
Così Pina Bausch parla dei suoi danzatori-attori e del suo modo di sperimentare e creare coreografie in un documentario, in onda su Classica (canale 728 di SKY).
Il Tanztheater Wuppertal, di cui Pina Bausch è fondatrice e direttrice artistica dal 1973, è la più importante compagnia di teatro danza a livello internazionale. Ne fanno parte ballerini di ogni età e assolutamente unici, fonte di ispirazione per la coreografa-regista tedesca tanto amata da Federico Fellini e Pedro Almodovar (che le ha reso omaggio nel film Parla con lei).
E’ un teatro della vita quello di Pina Bausch, come lei stessa ama definirlo. Un teatro che scava a fondo nell’anima dell’uomo contemporaneo per esprimerne tutta la sua complessità. La solitudine umana, le incomprensioni tra le persone, le ossessioni quotidiane, la ricerca dell’amore. Pina Bausch dà voce allo spirito attraverso i piccoli gesti della vita quotidiana, che salgono sul palco e si fondono con la danza in un genere che ha rivoluzionato la storia della danza.

A Venezia Classica ha incontrato il suo Wuppertal Tanztheater, ha seguito l’artista in occasione del Leone d’Oro alla Carriera consegnatole dalla Biennale nel 2007, realizzandone un documentario, in onda martedì 28 aprile alle 23:25 sul canale 728 di SKY. Nel video un breve intervento di Pina Bausch e un estratto di Bandoneon, creazione sobria e cupa del 1980, costruita su musiche di tango.

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