di Paolo Nizza

Da istrionico interprete a raffinato cantautore, il passo è breve se si ha il talento artistico e il carisma di Gennaro Cosmo Parlato,  "nipote d’arte" con l’X  Factor nel sangue. Abbandonata la marsina in camerino e tolta la biacca dal viso, Gennaro dopo un anno e mezzo torna con un cd di inediti prodotto da Stefano – Stylophonic - Fontana.

Come nasce il tuo nuovo lavoro?

Dopo aver scritto canzoni per Mina e Viola Valentino e dopo due dischi di cover (Cosa c’è di strano? e Remainders) vivo questo disco come il mio vero debutto. Non amo fare sempre le stesse cose. Così dopo il successo di  Markette, ho deciso di auto-esiliarmi e di dedicarmi al nuovo album.  Mi piacciono le sfide e spero che i miei fan mi seguano in questo mio nuovo percorso artistico.

Soubrette è un album coraggioso in cui come Baudelaire metti a nudo il tuo cuore.

Sì. E’ un disco senza peli sulla lingua, senza fronzoli. Un cd in cui mi mostro per quello che sono, senza maschere e orpelli.

Tu sei uno dei pochi artisti italiani gay dichiarati che canta l’amore tra uomini.

In questo senso c’è stata una regressione anche sulla scena internazionale, Negli anni Ottanta c’erano star come Boy George e Jimmy Somerville che non facevano mistero della propria omosessualità. Ora invece è tutto molto più velato e nascosto.
Per fortuna che dal punto di vista musicale c’è un cantautore come Ivano Fossati che ha scritto Denny, una bellissima canzone su un amore gay.

Perché il titolo Soubrette?


L’Italia è un paese in mano alle Soubrette. E non parlo delle grandi star del passato come Delia Scala, Loretta Goggi o Raffaella Carrà.
Per soubrette intendo gli pseudo artisti, starlettine, i giornalisti, politici la cui fama dura lo spazio di una stagione. Gente che in realtà non sa far nulla.

E’vero che la musica ti ha salvato la vita?

Sì, In questo sono simile a Björk. Se non fossi un autore o un cantante sarei già finito in manicomio. Sono un tipo ansioso e mi riconosco molto in Perché tutto muore, la canzone più autobiografica del Cd, anche se non l’ho scritta io, ma Maria Pia Tuccitto che mi ha cucito addosso un testo che rispecchia tutte le mie insicurezze.

Nella canzone Agguato a Marrakech duetti con Enrico Ruggeri

Stimo molto Enrico Ruggeri. E’ un’artista coraggioso e io per questa canzone avevo bisogno di una voce molto maschia. Così mi ha ricambiato il favore, visto che ho cantato con lui in La terra e la luna.

Albatros è invece dedicata a Giuni Russo

Giuni Russo è stata una cantante straordinaria, fuori dal comune e non compresa  fino in fondo. Mi piaceva renderle omaggio e ringrazio Maria Antonietta Sisini che continua a tenere viva la memoria di Juni.

Nel disco c’è anche un pezzo dedicato a Napoli.


Ho un rapporto conflittuale con la mia città. Da una parte mi infastidiscono la pigrizia e il degrado. Ma poi spero per citare un verso della canzone che ritorni il blu sulla città perché è una metropoli piena di risorse.

In Sabrina parli di transessualità senza ipocrisie o pruderie.

La canzone è dedicata a una mia amica trans. Ho avuto modo di conoscere da vicino l’universo transgender. Nonostante le mille difficoltà, dalla quasi totale impossibilità di trovare un lavoro agli effetti collaterali della terapia ormonale, è un mondo ricco di sentimenti e umanità.

Nel cd si respirano atmosfere cinematografiche. Ti attira il grande schermo?

Mi piacerebbe lavorare con registi come Paolo Sorrentino e Ferzan Özpetek. E poi, ho il sogno che hanno tutti: collaborare con il grande Pedro Almodovar.

Parlando di televisione, programmi come X Factor fanno bene o male alla musica?

Piuttosto che andare in tv per mangiare le banane, è meglio partecipare a X Factor o Amici. Però non credo che possano cambiarti troppo la vita. Giusy Ferreri era comunque brava, a prescindere dalla sua partecipazione a un talent show.

Dopo l’uscita del disco andrai in tournee?


Il 16 maggio presenterò Soubrette ai Magazzini Generali di Milano. Poi porterò l’electropop nei teatri italiani.  E’ il genere di musica che in questo momento prediligo e sono entusiasta di aver collaborato con  un dj e produttore del calibro di Stefano Fontana.