di Fabrizio Basso

Concerti, un disco di b-side, un libro e, chissà, un musical. E poi c'è un segreto che però riserviamo per l'ultima riga. Umberto Tozzi sta girando l'Italia in tour. Da tempi risiede nel Principato di Monaco ma per chi, come lui, ha venduto parecchi milioni di dischi, la residenza è un di più perché si conduce una vita da giramondo. Umberto Tozzi è una bella e ricca pagina della canzone italiana. E ce la racconta nel suo recente disco Non Solo Live, che poi è anche l'ossatura del concerto.
Una serata con lei significa un tuffo nel passato. Ma senza sfuggire all'oggi.
Nel live c’è sicuramente buona parte del disco, ma ho anche rimesso in piedi alcuni brani che non facevo da tempo riunendoli in un medley diverso un po’ elettrico. Pure nel momento acustico ci sono altri brani ripescati. C’è una sezione musicale centrale dove faccio diversi pezzi datati ed è molto bello perché è molto d’atmosfera. Inoltre sono brani conosciuti anche se non sono mai stati dei singoli".
Poprio sui mancati hit sta progettando un album, vero?
Sto ultimando un progetto che si chiama B-Side perché è un paio d’anni che penso ai titoli non quelli classici sicchè mi sono risentito il mio repertorio e sto mettendo in piedi un lavoro che spero di finire entro agosto. Ho individuato titoli che a me piacciono ma che a parte dai fan stretti non sono mai stati conosciuti. Ho riscoperto delle belle melodie. Li sto riarrangiando per farne un progetto che si chiamerà proprio B-Side e spero che l'album esca a settembre. Sto anche pensando a un dvd basato sui live che sto facendo ora nei teatri.
Perché l'esigenza di un doppio dal vivo?
Il progetto non nasce come un doppio ma come progetto di inediti. Poi ho realizzato che avevo già registrato delle tappe dei miei concerti e mi andava lavorarci. L’ultimo live lo feci all’Albert Hall di Londra nel 1988 ecco perché mi stimolava l'idea di rivedere sound e arrangiamenti di certi pezzi e dunque il progetto iniziale è cambiato strada facendo. In compemso mi è avanzato del materiale nuovo che poi vedrò come sfruttare.
Ci sono però alcuni inediti, tipo Petite Marie (Stella d'Amore) di Francis Cabrel
E' un inedito francese: Cabrel in Francia come forza e qualità è il Lucio Battisti francese, però è molto difficile che lo conosciamo noi. E' un grande artista. L'ho scoperto dalle mie trasferte a Parigi, mi è piaciuto subito e ho seguito e comprato i suoi cd. Interpretai Petite Marie e uscì come singolo su i-tunes per aiutare un ospedale pediatrico di Nizza. L'iniziativa era finalizzata solo alla Francia. Non Solo Live ora uscirà anche in Francia con questa canzone che rimane mirata alla solidarietà. Farò presto anche un concerto a Nizza a favore di questo nosocomio.
Poi c'è un pezzo di Billy Joel
Lullaby Goodnight My Angel l'ho sempre avuto nel mio i-pod. Tempo fa in aereo ascoltandolo scrissi un testo che non è esattamente la traduzione. Mi piaceva molto e durante questo lavoro ho pensato di rifarlo. E’ un artista che stimo tanto.
Finalmente si è deciso a fare Un corpo e un'anima.
Me la chiedevano dei concerti e la faccio live solo nei concerti, non è una cover qualunque.
Si è raccontato in un libro.
Si intitola Non Solo Io, la Mia Storia ed è nato un anno fa. Non sapevo che fare, avevo già scritto qualcosa...ho sempre bisogno di fare qualcosa. Dipingo anche, sono affetto da smania creativa. Non voleva essere un libro ma un raccontarmi, raccontare la mia vita partendo da Torino, i miei genitori, i rapporti di lavoro. Strada facendo è venuta fuori una biografia che mi piace e si è pensato di pubblicarla. E’ molto curiosa. Credo di avere fatto un bel regalo alla gente che mi segue musicalmente ma non conosce l’uomo che c’è dietro. Sono sempre stato fan dai Beatles e ho letto libri scritti da giornalisti o persone che gli sono state vicine ma avrei voluto tanto leggere il racconto vero scritto da loro. Questo è quello che ho creato io per me. E per chi vuole sapere le cose che ho fatto durante la mia carriera.
Dal Principato che visione si ha dell'Italia?
Sono di nuovo sorpreso che non cambi mai nulla. Penso che ora le situazioni legate all’Abruzzo fanno venire fuori tutti quei personaggi che hanno voglia di apparire. Il concetto generale è che l'Italia è un paese che non ha possibilità di variare perché non c’è coraggio: chiunque sia al governo o gestisce il paese non cambia mai nulla. Questo è quello che noto: sono ogni volta più sorpeso quando faccio la Salerno-Reggio Calabria a ritrovarla sempre immutata. Piuttosto che vedere certi posti meravigliosi, che magari non sono Portofino, ma sono altrettanto splendidi ma non curati e mal gestiti. In Francia è l’opposto: qui tutto funziona, c’è un senso civico pazzesco e si impara a essere educati anche se non lo si è. C’è una forma di rispetto per l'ambiente, per le cose che in Italia purtroppo non si ritrova.
Sono i trent'anni di Gloria.
Lo so, ma non posso fare una festa ogni ricorrenza. Però su questa canzone mi piacerebbe costruire un musical.
Infine un segreto: nei blog ancora oggi si studia il significato del verso "lascia aperta la porta a un guerriero di carta igienica". Ce lo svela, una volta per tutte?
E' molto più semplice di quanto si possa credere. Non potendo usare parole volgari, perché l'ideale sarebbe stato pezzo di m... ma poi sarei stato censurato, ho ripiegato su un'altra formula. In pratica è una richiesta di perdono da parte di uno che ha tradito.

Umberto Tozzi canta Gloria a Discoring nel 1979