di Marco Agustoni

"Era un disco che non pensavo di scrivere" confessa subito Giulio Rapetti, in arte Mogol, a proposito di MogolAudio2, album realizzato assieme a Giovanni Donzelli e Vincenzo Leomporro, ovvero gli Audio 2, in uscita nei negozi l'8 maggio. Tant'è che il paroliere più importante della storia della musica italiana inizialmente non era convinto delle doti musicali del duo: "Non saprei dire se ero io a sbagliarmi o se sono loro che sono migliorati". Il colpo di fulmine è avvenuto quando la sorella gemella di sua moglie, in auto, gli ha fatto ascoltare un misterioso cd cantato in un finto inglese. Mogol ha apprezzato e, una volta scoperto che si trattava degli Audio 2, ha accettato di scrivere i testi per il loro nuovo album.

Ma, come si evince subito dal titolo, non si tratta di un disco solo degli Audio 2. Per la prima volta, infatti, si è voluto dare pari spazio al paroliere e ai musicisti, mettendo il nome di Mogol in primo piano. "Io volevo che si chiamasse Audio2Mogol", ha precisato lo storico collaboratore di Lucio Battisti. E a proposito della scelta di rivalutare la figura dell'autore ha commentato: "Si tratta di un'operazione di tipo culturale". La stesura dei testi per il disco è venuta via facile, come testimoniano gli stessi Audio 2, stupiti dalla facilità con cui Mogol tirava fuori liriche e poesia. "Certe cose le avremmo proprio volute scrivere noi", affermano. E Giulio Rapetti spiega: "In questo caso, il testo è stato suggerito dalla musica, che era già ben definita. È meglio partire da un'atmosfera precisa, per essere vicini al senso della musica".

Le dieci canzoni che compongono l'album MogolAudio2, dal singolo Prova a immaginare a Il sorriso di un cactus, tenero omaggio al carattere spinoso ma vitale della moglie di Mogol, richiamano chiaramente le atmosfere anni '60 e '70 tanto care al paroliere. "Queste canzoni appartengono a ieri per un certo tipo di cura e qualità", afferma Mogol. E gli Audio 2 rincarano: "Infatti, ultimamente, di dischi di qualità non se ne producono. Non ci sono più progetti di lunga durata". A preoccupare il terzetto è in modo particolare la crisi della musica italiana, in questi anni così trascurata e vituperata. "La cultura popolare non interessa più a nessuno", sospira Mogol. E quando gli si chiede della polemica con Celentano, che avrebbe chiesto espressamente di togliere il suo nome da La voce di un amico, a lui dedicata, ammette di esserci rimasto un po' male, ma sminuisce: "Era un omaggio affettuoso, ma la canzone non è piaciuta. Allora io per non fargli un torto ho pensato di togliere il nome di Adriano. Ma da parte mia non c'è nessuna porta chiusa".

Ecco la videoanteprima di MogolAudio2