di Fabrizio Basso

E' finita la stagione degli Anni senza Fiato ma non quella dei Pooh. Andranno avanti in tre. Ma è ancora prematuro parlarne perché l'esodo di Stefano D'orazio, che lascia la batteria dopo 38 anni, non è stato ancora metabolizzato. Per ora sono concentrati sul disco e sul tour che li vedrà impegnati dal 18 luglio al 28 settembre 2009. Entrambe queste avventure, le ultime in poker, sono state ribattezzate Ancora una notte Insieme. E alcune canzoni sarà l'ultima volta che veranno eseguite dal vivo perché funzionavano per quattro, zoppicano per tre.

Come va?
Stiamo vivendo una situazione assolutamente inedita. Sembra un sogno, in alcuni momenti non capiamo se tutto quella che sta accadendo è vero. Potevamo immaginare una fine condivisa ma non per la scelta di un singolo.
Però sono due anni che ne parlate.
All'inizio credevamo fosse una crisi passeggera. Ci siamo passati tutti: alla fine di un tour lungo o di un disco complesso. Magari non l'abbiamo esternata. Che era un affare serio lo abbiamo realizzato non più di tre mesi fa.
Un finale edulcorato.
Ne andiamo fieri. Anche nel finale siamo diversi: né cazzotti né avvocati, né stanchezza né protagonismi. Ci piace il modo con cui affrontiamo la situazione. Siamo rilassati. E ogni tanto ci diciamo che un domani potrebbe essere meglio per tutti. E' una uscita di scena spiazzante ma all'insegna di Amici per Sempre.
Il testo di Ancora una Notte Insieme porta la firma di valerio Negrini, il quinto Pooh.
Stefano D'Orazio era troppo coinvolto per una lirica simile.
State testando nuovi batteristi?
No. Prefiguriamo varie ipotesi: un turnista, un battersita con cui fraternizzare e quindi adottare, ma ci piace poco, e anche due belle batteriste donne...ma pensare al futuro con questo presenz e è faticoso Ma stanno arrivando proposte di ogni genere. Siccome molti sanno che D'Orazion è anche un amminsitratore, alcuni scrivono di essere bravissimi nella contanità e se la cavano pure con la batteria.
Resta il fatto che il ciclo è finito.
Saremo sul palco di fronte a gente che, insieme, vedremo per l'ultima volta. Le emozioni saranno diverse rispetto al passato. Purtroppo non abbiamo mai assaporato il sucesso perché eravamo perennemente di corsa: usciva il disco e noi pensavamo al tour. Eravamo in tour e si pensava al prossimo album.
Tante vostre canzoni sono fotografie di vita.
Quella che più ci rappresenta è Anni senza Fiato: è una bella istantanea dove ognuno esprime il concetto di sé e come vive questo lavoro. Poi c'è Pronto Buongiorno è la Sveglia che racconta cosa avviene da quando ci alziamo a quando saliamo sul palco. Anche Ancora sulla Strada è molto autobiografica. Ecco perché abbiamo fatto questo doppio disco. Molte canzoni non avranno più senso, meglio cantarle un'ultima volta insieme. Poi se ne riparla.
Ma andrete avanti, vero?
Deve essere paragonabile a quanto fatto finora. Prima superiamo questo squilibrio psicologico. Siamo come una coppia che si lascia: crollano le alchimie. Prima di pensare al futuro servono nuovi equilibri.

Non sempre il silenzio è d'oro. In questo caso lo è. E' una omertà precauzionale. Talvolta la parola tradisce il pensiero. E quando ciò non avviene, perché si riesce a modersi la lingua in tempo, sono gli sguardi saettanti a spedire messaggi subliminali. La storia dei Pooh non terminerà il 28 settembre al Mediolanum Forum di Milano. Il quadrilatero ha perso un lato ma non la duttilità geometrica. I Pooh andranno avanti. A traingolo o di nuovo a quadrilatero. Ma sempre sulla strada e sempre senza fiato.

I Pooh in Ancora una Volta Insieme