di Fabrizio Basso

Lo avevamo lasciato tre anni va melodico e romantico, lo ritroviamo oggi, a metà 2009, raffinato, ricco (musicalmente parlando) e profondo. Nei testi e nelle musiche. Non vi inganni il nome. E' scozzese, anche se nel suo sangue qualche cromosoma toscano c'è. E ha solo 22 anni. Col disco d'esordio, These Streets, ha venduto, nel 2006 oltre due milioni di copie. Un record per l'asfittico mercato musicale. Ora riappare con un disco che di quello degli inizi non pare neanche lontano parente. Lo abbiamo incontrato a Milano, in occasione di uno dei suoi frequenti viaggi nel nostro paese.

L'abbiamo lasciata melodico e la ritroviamo maestro di fusion. Eppure tra i nostri incontri sono passati a malapena due anni.
Il primo disco era rabbioso e io ero ingenuo. Non sapevo dove mi avrebbe portato. Ora sono cresciuto e mi ritengo fuori dagli schemi. La musica è musica, i generi servono solo per dare ordine ai negozi. Ognuno ha le sue fonti e poi le elabira e crea un suo genere.
Ci si aspettava un lavoro più Brit.
Non lo rifiuto a priori ma non mi viene naturale.
Sunny Side Up sembra l'avvio di una nuova carriera. E lei ha solo 22 anni.
E' un punto di partenza, un esperimento. In futuro vorrei fare dischi stile buona la prima. L'immediatezza è importante per rodare la band. C'è collaborazione, gli ho dato la possibilità di essere orgogliosi.
Anche le liriche sono più mature.
Sono cresciuto, ho una visione panica dell'amore. Non è più quello tra uomo e donna, tende all'universale.
Dice di ispirarsi a mostri sacri quali Cab Calloway, Canned Heat e Djhango Reinhart.
Ascolto molta musica, ho amici che la amano e allora ci passiamo le informazioni (apre la borsa e tira furoi, oltre allo spazzolino da denti e al dentrificio, un disco di Clifton Chenier e un libro, comprato in Giamaica di Mutabaruka, ndr). La musica non è il volano del mondo ma fa stare bene.
In Simple Things parla di suo padre.
Volevo rassicurarlo. Lui lavora dall'alba a oltre il tramonto da una vita per mantenere la famiglia. Voglio dirgli che rispetto la sua vita e che non deve avere timore per me. Talvolta non c'è il tempo per parlarsi guardandosi negli occhi
Lei è giovane, bello e ricco. Eppure il gossip non lo frequenta, contrariaente a suoi colleghi quali Ami Winehouse o John Meyer.
E' un brutto momento per la Winehouse, forse neanche lei se lo sarebbe immaginato un po' di tempo fa. Siamo tutti sani di mente finché non si va fuori di testa. Spero che non mi vediate mai così. Anche Meyer sembra ormai molto hollywoodiano: ma non bisogna dimenticare le cose buone che ha fatto.
Pronto per il tour?
Ho già fatto un mini-live nei mesi scorsi, testando già i nuovi pezzi. Siamo in otto e ci sono pure i fiati. Sto lavorando per integrare i due album ma l'importante resta sempre l'autenticità del suono.
Segue la politica?
Certo. Sono rimasto sconvolto per i rimborsi spese dei parlamentari inglesi. Mi intrigano le promesse di Obama. E combatto per salvare dal degrato il mio paese, Paisley.
E' stato tentato da cinema e serie-tv?
Qualche proposta è arrivata, anche un progetto che coinvolgeva Paul Newman. Ma ninete per le mie caratteristiche. Non mi ci vedo, ma se capita...

L'album di Paolo Nutini, Sunny Side Up, è un album ricco, con stili lontani tra loro che trovano un equilibrio mirabile. Calcolando che l'età è giovanissima, beh le premesse sono ottime. Chi scrive lo ha visto due volte in concerto, ma sempre col vecchio, e unico disco, ed era ruvido e immaturo. Ma aveva vent'anni e davanti al palco un mondo nuovo e strampalato. Tornerà presto in Italia, questo piccolo, grande scozzese.