di Fabrizio Basso

D'amore c'è sempre bisogno ma quando c'è Franco Califano ancora di più. Il califfo torna con un nuovo album che raccoglie alcuni inediti e alcuni pezzo celebri che lui scrisse ma altri, cantandoli, portarono al successo. Ora si è ripreso questi figli e gli ha dato la sua voce. E hanno impreziosito il suo album Simona Bencini, Nicky Nicolai & Stefano Di Battista, Fabrizio Bosso e Federico Zampaglione.

Collaborazioni importanti e un tessuto musicale che ha sorpreso.
Sono un autore, in primis, ma in questo album c'è dell'altro. E' ricco musicalmente. Avevo voglia di entrare con stabilità in un mondo musicale che oggi è assai bruttino. Ci sono tastiere e violini, c'è la tromba di Fabrizio Bosso, c'è Zampaglione col quale abbiamo ormai un rapporto d'abitudine.
Difficile fare musica oggi, vero?
Ogni cinque minuti c'è un cantante nuovo. Una inflazione.
Per lei, però, nessuna crisi.
Ho già parecchie date in programma per l'estate. Il mio tour è iniziato 40 anni fa: è lo stress che mi tiene in vita.
Quindi non possiamo considerare C'è Bisogno d'Amore un ritorno.
E' un ribadire.
E' richiestissimo nelle università.
E ne sono fiero. Sono gli studenti a volermi. Colmo il distacco che c'è tra docente e studenti. E che a volte è una propagazione di quello tra genitori e figli.
Ultimamente hanno fatto film e serie tv sulla roma della banda della Magliana, sul Piper...che ne pensa?
La Roma criminale non la conosco, o meglio conosco l'aspetto dietro le sbarre visto che sono stato in prigione. Il Piper non era nei miei giri: lì ci andavano i cappelloni, quelli con le chitarre. Io stavo con i playboy.
Esiste ancora la dolce vita?
E' finita. E con lei i sorrisi e i divertimenti.
Ci pensa a un film sulla sua vita?
Certo. Ci vorrebbero sceneggiatori forti perché io ho vissuto tante vite in una. Il mio personaggio è forte.
A donne come va?
Splendidamente. Guai a riposare quando si tratta di femmine.

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