di Marco Agustoni

Si è fatta conoscere al grande pubblico con la sua partecipazione al Dopofestival di Sanremo condotto da Piero Chiambretti nel 2007. Da allora, in molti ne hanno potuto apprezzare l'originalità e la bizzarria di cantautrice. Ora Momo, al secolo Simona Cipollone, esce con un libro e un cd intitolati Stelle ai piedi, di cui ci parla in un'intervista.

Cominciamo dal titolo del libro e del cd, Stelle ai piedi. Significa che ha i piedi per aria o che è partita per lo spazio profondo?
Significa questo, che ormai sono nello spazio.

Vuole raccontarci in breve in che cosa consiste questo suo nuovo, doppio lavoro?
Io me lo comprerei, perché è un bel viaggio, è una bella passeggiata. Ma non solo per me, per tutti. Lo dico proprio onestamente. È come se questo libro fosse una lunga canzone.

Che significato ha questo suo cappello, di cui tanto parla nel libro e a cui tanto sembra affezionata?
Adesso l'ho tolto. Ma per me era come un secchio nel quale riporre tutti i pensieri e poi, mettendolo in testa, i pensieri scorrono nel corpo e nella mente. Una sorta di secchio creativo.

Il nome d'arte Momo le è stato suggerito in sogno da Totò...
È andata semplicemente così. Una notte dormivo e mi ha svegliato Totò e mi ha detto: "Fatti chiamare Momo". Io l'ho adottato perché è un bel nome, breve, si riconosce.

La descrivono spesso con i seguenti aggettivi: ironica, irriverente, immaginifica, innocente. A parte la sovrabbondanza di parole che cominciano per "i", in quali di queste caratteristiche si rispecchia?
Di sicuro irriverente. Ma anche immaginifica, mi piace. Innocente per niente, invece.

In che misura l'immaginario teatrale e quello circense influiscono sulle sue canzoni e sui suoi testi?
Credo al 100%, perché è bello che la vita venga presa da questo punto di vista. È un grande teatro, la vita.

Quanto le ha cambiato la vita la partecipazione al Dopofestival a Sanremo nel 2007, grazie alla quale molti si sono accorti di lei e del suo lavoro?
Mi ha cambiato perché ho potuto girare l'Italia, ho suonato in bellissimi posti e ho potuto mangiare i prodotti tipici del luogo... e ho conosciuto tante bellissime persone. Questo è importante, più che il successo in sé.

Sempre nel 2007 le è stato assegnato il Premio Giorgio Gaber 2007 come artista di teatro canzone...
Sì, che bello... per me è stato un grande onore vincere il Premio Giorgio Gaber, perché lui era irriverente proprio come me. Avevamo su per giù gli stessi pensieri.


Sei appassionato di musica? Scopri come vincere un viaggio ad Hollywood e tanti fantastici premi.