di Marco Agustoni

Nonostante abbia solo 27 anni Daniel Merriweather è già conosciuto all’interno del panorama musicale internazionale da svariato tempo, ma il suo album d’esordio Love & War arriva solo ora, nel 2009. A contribuire alla fama del cantante australiano era stata soprattutto la partecipazione all’ultimo disco di Mark Ronson, Version, con la hit Stop Me, cover di un celebre pezzo degli Smiths, ma Daniel aveva già lavorato con il dj e produttore nel suo disco precedente, Here Comes the Fuzz. Mark Ronson si è sdebitato facendo da produttore per Love & War, gradevole miscela di funk e R&B destinata a scalare le classifiche di vendita. Ce ne parla lo stesso Daniel Merriweather.

Come è nato Love & War?

Ero al lavoro su una serie di canzoni ormai da alcuni anni, ma Love & War è stato per lo più realizzato in un periodo di otto mesi. Volevo fare un disco che fosse basato sopratutto su buone canzoni e grandi musicisti, piuttosto che un album basato su un genere particolare. Sono influenzato da molta musica diversa, da Jeff Buckley a D’Angelo, A Tribe Called Quest e via dicendo. È stata una fortuna poter registrare il disco con una grande band e poi c’era Mark Ronson a produrre il disco: siamo amici da anni ed è sempre bello lavorare con qualcuno che ti è vicino.

Perché questo titolo, “amore e guerra”?
Sono sempre stato affascinato dalle persone, dalla condizione umana e da come la gente interagisce o entra in conflitto, da come gigantesche forze contrapposte si incontrino e scontrino, ed è di questo che Love & War tratta.

Come ha conosciuto Mark Ronson e in che modo ha influenzato la sua musica?

Mi chiamò dal nulla circa sei anni fa, quando ero ancora a Melbourne. All’epoca ero alla ricerca di un contratto discografico e mandavo in giro i miei demo un po’ a tutti. Mark era un famoso dj di New York e penso che un suo conoscente gli abbia passato il mio demo. Andai a New York per lavorare con lui e dato che ci trovammo molto bene siamo rimasti in contatto. Mark Ronson ha le idee chiare come produttore, ma anche io come musicista ho sviluppato un mio gusto personale e credo che nell’album abbiamo trovato un buon punto d’incontro.

Nel suo album suona anche Sean Lennon…
L’ho incontrato un paio di anni fa attraverso Mark, che lo conosceva molto bene, e abbiamo fatto uno show insieme a New York. Era in studio mentre stavo registrando il mio album e stavo lavorando a For Your Money. Lui l’ha sentita e ha voluto suonarci. Suona anche in Red… è davvero un grande chitarrista.

Perché ha scelto di trasferirsi da Melbourne a New York?
Amo New York, ma ci sono andato anche per ragioni di convenienza, dato che quando mi sono trasferito era lì che avevo lo studio di registrazione e l’etichetta discografica. New York ha un forte effetto su chiunque ci si trasferisca, è piena di energia.

Che rapporto ha con le nuove tecnologie?
Da un lato sono un accanito sostenitore della musica analogica. Ma dall’altra passo il mio tempo a scrivere su Twitter dal mio Blackberry. Penso sia un momento molto interessante: quand’ero piccolo non avevo abbastanza soldi per comprarmi dei dischi e passavo il mio tempo a registrare la musica che passava in radio o a copiare le cassette dei miei amici più ricchi. Ora con internet potrei avere tutta la musica che voglio. Ma allo stesso tempo per un musicista è dura guadagnarsi da vivere e anche a causa del download di musica da internet bisogna trovare nuovi modi di fare soldi. Quindi è una lama a doppio taglio.