di Giuseppe Lamanna

È passato molto tempo, ma Niccolò Fabi vive sempre insieme ai suoi capelli. E nonostante i ricci non siano più dorati, ma bianchi, la voglia di fare buona musica è rimasta quella degli esordi.
Dopo dodici anni, sei album e una raccolta, il cantautore romano sceglie l’insolita location del Bar Bianco, al centro del Parco Sempione di Milano, per presentare il suo settimo lavoro personale Solo un uomo. Uno showcase serale davanti ad un pubblico di cinquanta persone, durante il quale Fabi ha raccontato attraverso le sue canzoni, il percorso personale che lo ha portato alla realizzazione della sua ultima opera.

Accompagnato da Fabio Rondanini alla batteria e da Andrea Di Cesare al violino, Niccolò Fabi ha regalato al pubblico sei canzoni tratte dall’ultimo album: Solo un uomo (brano presentato anche per le selezioni al Festival di Sanremo 2009, ma scartato da Bonolis perché giudicato troppo triste e non adatto al clima festivaliero), La promessa, Attesa inaspettata, Aliante, Fuori o dentro, La mia fortuna. Sei ballate, romantiche e malinconiche, che raccontano la svolta nella vita di Nicolò in un periodo da lui stesso definito “Un nuovo inizio, una nuova vita”. Dopo la separazione dalla casa discografica Virgin, la nascita del suo primo figlio e la fatidica soglia dei 40 anni, l’album “Solo un uomo” e le sue dieci canzoni inedite rappresentano la piena maturità artistica di un ragazzo che dodici anni fa credeva di essere un “cespuglio” e oggi ha capito di essere solo un uomo.