di Fabrizio Basso

Bisogna ascoltarla. Conoscerla. Per capire quanta emotività riesce a muovere solo con la voce. Elisabetta Fadini è la signora della voce. Per lei è centrale perché "troppe volte il pubblico ascolta la musicalità. Vedo che non capiscono ma seguono la voce. Un po' come da bambini corri dietro a una canzone senza capire le parole. Si insegue la melodia". E ciò non è concepibile. Ed eccola, la Fadini, donarci un disco straordinario. Il suo primo. E' un reading. Le sue vibrazioni fluiscono da Desmodus con una potenza lirica inascoltata da tempo. E' una anima che parla. E' una anima e basta. Desmodus (che ha la regia nemmeno troppo occulta di Garbo) è un demone letterario, cinematografico e teatrale. E' una figura crepuscolare e romantica. E' il Dracula di Bram Stoker. E il Jack the Ripper impersonato da Johnny Depp. E' un calice di assenzio in un cd. In mezz'ora e spiccioli di musica minimalista e parole acuminate incontriamo William Shakespaere da Stratford on Avon, l'immenso Rudolph Nureyev e Heinrich Von Kleist. Elisabetta Fadini spiega che "ho scelto di interpretare Desmodus perché è femmina e uomo, ma anche animale, è buio e luce, è bisogno di eternità… è l’arte". Desmodus è ognuno di noi. Il conscio e l'inconscio. Ma è. E' vita.

E' così immensa la fiducia nella parole che Elisabetta Fadini ha redatto il Manifesto del Reading. Al suo fianco in questa operazione, tra gli altri,il pianista Stefano Bollani, il trombettista Paolo Fresu, il cantante e autore Mauro Ermanno Giovanardi (La Crus), l'attore e scrittore Alessandro Bergonzoni, il trombettista Fabrizio Bosso, la cantante Elena Ledda, il sassofonista Daniele Scannapieco, il sassofonista Rosario Giuliani, il cantautore Gianmaria Testa, lo scrittore Enrico Brizzi, il musicista, compositore e produttore Gianni Maroccolo e il cantante, autore, musicista, scrittore Cristiano Godano (Marlene Kuntz). La Fadini sta pensando "a un gran Festival per il nostro Manifesto. Possibilmente in una sola città. Era dal Manifesto Futurista che non ne esisteva uno così articolato".

Come rendere straordinario l'ordinario. Pare questa la missione di Elisabetta Fadini. Ha un curriculum, visibile ma solo in parte sul suo MySpace, che un normale umano non mette insieme in tre vite. Trasmette entusiasmo e gioia di vivere. Sa stupire con niente. E sa mettere il tutto in un niente. E' il Desmodus che ognuno di noi sogna di essere.