di Giuseppe Lamanna

Prendete la congiunzione concettuale di Joey di Nick Drake e aggiungete un tocco di The Final Cut di Roger Waters. Unite il tutto con un sapiente mix di creatività italiana, potentina per la precisione, e mescolate energicamente con una sensibile volontà di dare un Taglio di Gioia all’Esistenza. Avrete così un JoyCut, cocktail waverock di ispirazione anglosassone definito anche Rock Sincretico Suburbano. Dopo il successo ottenuto con il loro Ep, Ghost Trees, i JoyCut si preparano a lanciare una piccola/grande rivoluzione ecosostenibile a suon di musica.

Il vostro Ep Ghost Trees rappresenta una svolta ambientalista per il gruppo, in un momento in cui l’opinione pubblica è molto sensibile a questo argomento.
Non siamo nati ecologisti. Come tutti del resto. Però ne abbiamo preso coscienza in tempi non sospetti, toccando anche con mano la mafia delle parole di chi poteva fare qualcosa di concreto e non lo ha fatto. Già nel 2004, durante il PollinoMusicFestival avevamo appoggiato i temi naturali contenuti nel protocollo di Kyoto e nel 2007, in Platic City, avevamo fatto una fotografia dall’alto dei contenitori per la raccolta della plastica. Oggi pensiamo che un gesto concreto, seppur piccolo, sia necessario.
Nato come Ep, Ghost Trees adesso si sta evolvendo per diventare il cd Ghost Trees Were… Disappear
L’album è già scritto e comprenderà circa 8 brani, di cui 5 già presenti nell’Ep. La data di uscita è compresa tra dicembre e la prima settimana di gennaio. Lo registreremo a Londra, presso il The Premises, studio di registrazione alimentato ad energia solare. Inoltre, tutti i materiali utilizzati per il cd saranno ad impatto zero.
Un messaggio importante, veicolato attraverso la vostra musica, a sostegno del Pianeta ma soprattutto di Mr. Man, il simpatico alieno protagonista di una vostra celebre canzone che vi segue sempre anche in tour.
Mr. Man è  un alieno che va salvato, ma in realtà siamo noi nel momento in cui riprendiamo la consapevolezza del mondo e di come dovrebbe essere. Se solo le persone guardassero il Pianeta con gli occhi di un alieno, si renderebbero conto dell’allarmante difficoltà in cui ci troviamo.
In attesa dell’album però i JoyCut sono in giro per l’Italia
Esatto. Stiamo cercando di rendere l’attesa meno grave, portando in giro la nostra musica. Anche il materiale video relativo all’album sarà veicolato su internet e altri canali appena pronto.
Una curiosità  è legata alla vostra scelta di cantare in lingua inglese. È stato un passaggio necessario per essere più  internazionali?
In realtà  non è stata una scelta, bensì una naturale evoluzione. Non ci siamo mai posti il problema di decidere in quale lingua cantare. L’inglese è stata l’unica via. Questo deriva senza dubbio anche dall’influenza dei nostri ascolti, prettamente inglesi degli anni 70 e 80.
Nella vita di tutti i giorni, Pasquale Pezzillo è un insegnante. Come convivono nella stessa persona, l’insegnante e il musicista?
Stanno senza dubbio un po stretti, ma ognuno dei due ha un enorme rispetto del lavoro dell’altro. Quando sono a scuola, sono Pasquale Pezzillo l’insegnante, autorevole e austero come un docente deve essere nel suo ruolo. Al di fuori della scuola, con i miei alunni sono l’amico grande che fa musica e che spesso seguono in prima fila. In questo momento sono sia un insegnate che un musicista part time. Nel prossimo futuro vedremo quale sarà la strada più giusta da percorrere fino in fondo.