di Giuseppe Lamanna

Vent’anni di musica e non sentirli, ma ascoltarli. Una lunga storia musicale, quella che vede protagonisti i Punkreas, iniziata nel lontano 1989 e che ha portato la band milanese in giro per l’Italia per far scoprire e riscoprire il punk-rock fatto in casa. Il loro concerto, premiato al Mei (Meeting Etichette Indipendenti) come miglior tour live del 2008 è un concentrato di puro divertimento con una colonna sonora che attacca. Gruppo solido, capace di produrre sonorità ruvide e testi aggressivi, spesso anticipatori di situazioni socio-politiche, i Punkreas si schierano sul palco con una formazione che vede Cippa alla voce, Flaco e Noyse alle chitarre, Paletta al basso e Gagno alla batteria. Ed è proprio Flaco a svelare alcune curiosità di una band che sta vivendo un periodo assolutamente magico.

Tra poco saranno vent’anni di Punkreas, come vi state preparando all’evento?
Stiamo pensando a qualcosa di speciale. Non è facile avere una longevità  musicale come la nostra. Più vecchi di noi ci sono solo i Pooh, ma ancora per poco…
La grinta però sembra sempre quella degli esordi. È stato difficile andare d’accordo per tanti anni?
Musicalmente siamo giovanissimi, fisicamente un po’ meno. Il divertimento è la nostra arma principale, il collante capace di tenerci insieme per tanto tempo. Abbiamo lavorato insieme fin dagli esordi per costruire un gruppo che oggi è a tutti gli effetti una famiglia.
I festeggiamenti, che dovrebbero iniziare dal prossimo 3 settembre, prevedono anche l’intervento di diverse band italiane e straniere
Esattamente, sarà una vera e propria festa tra amici. Ci saranno Porno Riviste e Vallanzaska, Burning Heads e Vice Squad. Inoltre stiamo valutando alcune idee più personali, come un breve tour solo con i pezzi dei primi due album e un disco best of.
I testi delle vostre canzoni, comprese quelle dell’ultimo lavoro Futuro imperfetto, affrontano sempre temi di scottante attualità, usando anche un linguaggio molto diretto.
La nostra rabbia è aumentata nel tempo e contestualmente è calata la fiducia nelle dinamiche sociali e politiche perché non si è verificato alcun cambiamento. Anzi tra globalizzazione, produzione di massa e decentramenti produttivi vivere diventa sempre più difficile. Senza dimenticare il divario sempre più grandi tra ricchi e poveri.
Nella vostra storia musicale, non manca anche la lungimiranza di anticipare i tempi con musica e parole
Effettivamente abbiamo previsto il futuro. Non tutto, ma qualcosa sì. Nel 1995 con Paranoia e potere tra i temi ricorrenti c’erano i primi passi della Lega Nord e l’avvento di Berlusconi in politica. Inoltre, già ipotizzavamo la situazione post Prima Repubblica. Nel 2002 parlavamo di sindaci-sceriffi: sembrava esagerato e oggi è arrivato Palazzo Grazioli con le sue storie. Canapa è nata prima di queste leggi iper-restrittive. Musicalmente cerchiamo di arrivare all’ascoltatore con le nostre energie e con contesti sonori non codificati, almeno in senso stretto.

I Punkreas in Canapa