di Marco Agustoni

Riporta ad atmosfere anni ’60 e ’70 il pop di Love Hotel, LP d’esordio dei salentini Superpartner, e ha una qualità delicata e sognante che lascia ben sperare per sviluppi futuri. Impegnata negli ultimi mesi a promuovere il disco dal vivo, la band si è goduta la soddisfazione non solo di vedere crescere la propia fama tra il pubblico italiano, ma anche di poter ascoltare le proprie canzoni al cinema in tv: Chic and Shine è finita in Fuga dal call center, uscito di recente nelle sale, mentre Torture Me è stata scelta come colonna sonora di un promo di CSI su Fox Crime. Ci parlano di tutto questo Francesco, voce e chitarra, e Rosita, voce.

Love Hotel ha un sound d’altri tempi, ricorda certo pop anni ’60…
Francesco: Siamo arrivati a quel suono in modo spontaneo, anche se poi chiaramente durante le registrazioni si tende a seguire delle linee precise e a fare delle scelte sui suoni in base ai gusti che noi abbiamo.

La scelta di cantare in inglese invece è venuta spontanea o è stata presa a priori?

Francesco: È stata premeditata per un fatto d’estetica, dato che ci piace la musica cantata in inglese, ma non escludiamo di provare qualcosa cantato in italiano.
Rosita: Devo dire che a me non dispiacerebbe cantare in italiano, anche perché è la mia lingua, forse mi verrebbe più spontaneo. E poi prima di entrare nel gruppo ero un’appassionata di karaoke e le canzoni che cantavo più spesso erano in italiano. (ride)

Un primo tentativo in questo senso potrebbe essere la cover de L’odore delle rose dei Diaframma che avete suonato per il disco-tributo Il dono.
Francesco: Sì, può essere visto come un tentativo. Poi è stato un grande onore, perchè io personalmente sono un grande fan dei Diaframma, da tanto tempo, partecipare al tributo ai Diaframma è stata una bella soddisfazione. In quel caso, Federico Fiumani è venuto a suonare con i Diaframma qua a Lecce, nel dicembre del 2007, e ci siamo conosciuti in occasione di quel concerto. Gli abbiamo dato i nostri demo, che gli sono piaciuti, ci siamo risentiti e ci ha proposto di partecipare a quel disco di tributo.

La lingua inglese, comunque, vi permette di pensare anche al mercato estero.
Francesco: Quella è una conseguenza che poi si può verificare o no. Nel nostro caso c’è stata la possibilità di distribuire il disco anche all’estero e chiaramente ci fa piacere. Però non abbiamo cominciato a cantare in inglese con l’obbiettivo di arrivare all’estero.

Torture Me è stata scelta per uno spot di CSI su Fox Crime, mentre Chic and Shine è finita al cinema in Fuga dal call center… che effetto fa risentire le vostre canzoni in tv o su grande schermo?
Francesco: Sicuramente fa molto piacere perché può significare che la nostra musica è in grado di evocare qualcosa, perché comunque la musica è fatta anche di immagini, quindi portare la musica a delle immagini in movimento produce un bell’effetto.
Rosita: È una cosa curiosa, perché ti chiedi sempre come la tua canzone verrà “appiccicata” alle immagini. Fuga dal call center non sono ancora riuscita a vederlo, ma nel caso di Torture Me è stato strano, quasi mi sembrava di non riconoscerla. Tra l’altro, quando ho visto lo spot non sapevo che fosse già online, quindi è stata una doppia sorpresa.

Il cinema è una fonte d’ispirazione per la vostra musica?
Rosita: Spesso definiscono la nostra musica cinematica. Comunque la nostra musica evoca delle atmosfere sixties e seventies che rimandano anche a un certo cinema.
Francesco: Più che il cinema, le colonne sonore di alcuni artisti italiani come Morricone, Trovajoli e tanti altri. Gli ascolti di tante colonne sonore ci hanno in qualche modo influenzato… ma chiaramente non vogliamo paragonarci a questi maestri. (ride)

Venite da una regione, il Salento, che negli ultimi anni sta vivendo un gran fermento culturale che si riflette anche in musica: vi sentite parte di una sorta di scena musicale?

Francesco: Non è mai facile parlare di scena musicale… di sicuro c’è un circuito qua a Lecce, fatto di persone che spesso si conoscono e sono amiche, e questo dipende anche dal fatto che Lecce è una città piccola e i posti che propongono musica dal vivo sono pochi. Quindi si è verificata questa situazione per cui alcuni musicisti sono riusciti a entrare in contatto e ne sono nate delle collaborazioni.

Per concludere, una domanda canonica: dopo Love Hotel siete già al lavoro su nuovi brani?
Rosita: Non voglio dire troppo altrimenti mi sgridano, dato che mi dicono che sono la lingua lunga del gruppo. (ride) Ti posso dire solo che magari si potrebbe cantare in italiano.
Francesco: In effetti stiamo lavorando su qualche brano nuovo e stiamo anche facendo qualche esperimento con l’italiano. Finalmente siamo un po’ più liberi, perché in inverno abbiamo suonato tanto in giro, mentre ora possiamo dedicarci ai pezzi nuovi.

Love Hotel - Do You Remember the Hill