“La prima volta che sono stato a Vienna fu nel 1955. Ero studente presso l’Accademia. A quel tempo andavo al Musikverein per ascoltare i concerti. Poi ho chiesto di poter assistere alle prove, ma non era possibile. Allora con Zubin Mehta sono entrato nel coro del Musikverein e abbiamo cantato il Requiem di Mozart con Bruno Walter, Ein Deutsches Requiem di Brahms con Karajan, la Seconda di Mahler con Krips e poi la Passione secondo Matteo con Scherchen. Ho conosciuto i più grandi direttori di quel periodo. E’ stata un’esperienza fantastica. Ho imparato molto”.
Claudio Abbado ricorda così i suoi inizi alla Wiener Philharmoniker, l’orchestra che gli ha offerto la sua prima grande chance. Erano gli anni ’60.
Da allora molte cose sono cambiate. Abbado è diventato uno dei più grandi direttori d’orchestra al mondo.

Il documentario del regista Paul Smaczny, in onda su Classica tv (canale 728 di SKY sabato 8 agosto e lunedì 10 agosto alle 16:40) ripercorre la carriera di Claudio Abbado, che nel giugno 2010 tornerà a dirigere il Teatro alla Scala dopo esserne già stato alla guida per vent’anni (dal 1968 al 1986), evidenziando non solo le sue particolarità artistiche ma anche quelle umane.