di Giuseppe Lamanna

Dopo quasi dieci anni di precariato musicale, Francesco Tricarico traccia un bilancio della sua carriera, che negli ultimi anni gli ha regalato non poche soddisfazioni: dai consensi ottenuti sul palcoscenico del Festival di Sanremo, fino alla collaborazione con Adriano Celentano per la trasmissione La situazione non è buona. Qualche mese fa è uscito il suo ultimo album, Il bosco delle fragole, ma il cantautore milanese continua a sentirsi in bilico su un precipizio.

Com’è cambiata la vita di Francesco Tricarico in questi ultimi anni, durante i quali la sua popolarità è cresciuta notevolmente?
I due Sanremo mi hanno indubbiamente dato molta popolarità. È dalla collaborazione con Adriano Celentano in avanti, che è un buon momento e il mio lavoro ha ricevuto finalmente dei piccoli riconoscimenti. Ora posso lavorare al futuro, sia per me sia come autore, con un pizzico di serenità in più.
Tuttavia, nonostante il successo ottenuto, Lei continua a definirsi e a sentirsi un precario di questa professione, perché l’artista naviga sempre a vista
Il mio è un mestiere sempre più incerto. Quando ti siedi a scrivere non sai mai che canzone verrà fuori. Inoltre, fare l’autore e scrivere per gli altri ti mette addosso un senso di responsabilità particolare.
Come si è evoluto nel corso degli anni l’artista Francesco Tricarico?

Sicuramente, rispetto al passato non posso più permettermi una anarchia totale. Non posso neanche dire che mi manca quella stagione un po’ sregolata di quando cantavo Io sono Francesco. Mi piace cambiare strada, anche se talvolta mi ritrovo a non sapere come procedere. Pensando al mio prossimo album, posso dire che sto scrivendo ma non ho le idee abbastanza chiare per dire che proseguirò sul filone cantautoriale. Se proprio devo dire la verità, mi piacerebbe cambiare genere, stupire anche me stesso.
L’anno prossimo arriva un traguardo importante, ovvero i primi dieci anni di carriera artistica. Dando come punto di partenza il disco di platino ottenuto con Io sono Francesco, com’è il bilancio di questa prima fase?
Difficile dirlo. Di questi dieci anni, alcuni sono letteralmente volati, altri sono durati un’eternità. Alcuni hanno portato cambiamenti nella vita, altri nella professione. Sono sincero quando dico che faccio un lavoro meraviglioso, con il quale sono cresciuto come artista e come uomo. A volte, mi fermo ad osservare le cose che ho fatto fino a oggi. Se riascolto il primo album Tricarico mi sembra così lontano, però l’importante è che qualcosa rimanga.
Guardando al recente passato, nel 2008 Lei ha vinto il premio della critica con Vita traquilla, cui è seguito l’album Giglio. L’anno dopo è stato eliminato, ma Il bosco delle fragole è stata una canzone molto apprezzata dal pubblico, così come l’omonimo album. Nel 2010, anno del Festival numero 60 ci sarà?
Con Sanremo ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Al momento direi che manca ancora molto tempo, però prometto che un pensiero lo farò senz’altro.

Tricarico canta Il bosco delle fragole