di Marco Agustoni

Hanno scelto un nome tedesco, ma sono italiani, di Perugia. Gli Ausländer, nati nel 2007, sono originali sin dalla scelta della formazione "palindroma", o a specchio: doppia voce, doppia elettronica e così via. La loro musica spazia dal rock all'elettronica, con echi pop e di altri generi, e risulta quindi difficilmente catalogabile. Sono l'unica della penisola, assieme ai Figli di madre ignota, ad esibirsi allo Sziget Festival di Budapest, uno dei più grandi d'Europa (la fotogallery) . Ci parla di questa prossima esperienza e di altro ancora Sebastiano, che si occupa dei sample.

Cominciamo dal principio: come nascono gli Ausländer?
Gli Ausländer nascono dall'insieme di vari progetti. Ci siamo scelti, fondamentalmente: ci conoscevamo per le nostre esperienze parallele, dopodiché Cristian, la voce del gruppo, ha messo insieme il progetto chiamando tutti a raccolta.
Il vostro nome in tedesco significa "straniero": voi vi sentite stranieri rispetto a cosa?
La scelta del nome è stato un parto lungo. Volevamo qualcosa di nuovo, non italiano né inglese, quindi abbiamo puntato sulla lingua tedesca e cercavamo qualcosa che suonasse bene. Ci sentiamo stranieri rispetto a tutto quel che può essere lo standard musicale e lo siamo in relazione a qualsiasi genere. Cerchiamo di fondere i vari generi e di fare musica a 360°, non siamo catalogabili. La base della nostra musica è il rock elettronico, ma ci piace spaziare: nel nostro disco si potranno trovare parti swing, surf o anche nu metal.
Questo vostro disco quando uscirà?
Uscirà tra fine settembre e ottobre, ma non sappiamo ancora se uscirà con etichetta discografica. Per ora la nostra idea e di farne una noi e autogestirci al 100%.
La scelta di cantare in inglese nasce da un'esigenza espressiva o dalla speranza di raggiungere un pubblico più ampio?
Entrambe le cose. Da una parte per la musicalità dell'inglese, che è una lingua più diretta. Dall'altro vogliamo anche puntare a un mercato straniero, vedi anche la scelta del nome.
Tra l'altro, sarete tra i pochi italiani a esibirvi allo Sziget Festival di Budapest, uno dei più grandi in Europa. Come ci si sente a rappresentare il proprio Paese in un simile evento?
Siamo in sette e siamo abbastanza carichi per questa data. Abbiamo già esperienza, suoniamo tutti da almeno dieci anni, però la vediamo un po' come la prima data, quella che fai a tredici anni. Quindi c'è un po' di fifa, ma anche la consapevolezza di essere una band che sul palco ci sa stare, quindi cercheremo di incanalare tutta la tensione verso l'espressione musicale.

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Ausländer - Under my Will