di Fabrizio Basso

La luce scalda la musica. E il Sud risente di più di questo calore elettrico. Che si declina in mille tonalità e sfumature. La Puglia è uno scrigno di note. La Puglia è Negramaro ma non solo. E’ Caparezza ma non solo. E’ la Notte della Taranta ma non solo. La Puglia è, in questo momento, la regione italiana musicalmente più effervescente. Antonio Porcelli, che su quel mondo surfeggia da anni e che, come storico fonico di Caparezza, conosce bene tante realtà italiane, ci dipinge una Puglia straordinariamente viva. Impossibile parlare di tutti ma confidiamo di avere fatto un giro completo di questa regione.

Allora con chi cominciamo?
Dalle ceneri degli Ameba4 è nata La Fame di Camilla. Usciranno presto con un disco prodotto dalla Universal. Hanno aperto anche alcune serate di Caparezza. Il cantante, Ernal, è albanese. Il singolo Storia di una favola è in parte autobiografico. E’ la storia di una rinascita, gli auguro fortuna, se la meritano. Hanno sonorità che ricordano Placebo, Muse, Sigur Ross. Dietro di loro c’è Corrado Rustici.
Bel biglietto da visita. Ora su chi passiamo?
I Kamafei arrivano dal Salento. Il salento è una Puglia nella Puglia. Il loro disco si chiama Spitte de Focu. Sono ricercatissimi all’estero. Hanno collaborato con loro Uccio Aloisi, classe 1928, che è uno dei grandi vecchi della Taranta, e Alessia Tondo che a sua volta ha lavorato con Radiodervish e Sud Sound System. Ora ritorno a Bari per presentare i Modaxi. In un loro video c’è anche un cameo di Caparezza. Potrebbero essere una proiezione della musica italian dei prossimi anni.
Ma questi gruppi hanno davvero un futuro?
Credo che un domani arriveranno ad auto-prodursi. Bisogna investire sul live, devi creare energia ed emozioni. Il pubblico va coinvolto.
Bari è anche la casa di un gruppo storico, i Folkabbestia.
Sono del capoluogo. Hanno perso il violista Fabio Lotito perché ha preferito la politica. Hanno collaborato con Finaz della Bandabardò. Incrociano Balcani, Irlanda e Puglia. Nel 1991 scoppiò in tutta Italia il fenomeno Posse collegato ai centro sociali. Contrastava il diffondersi del grunge in Europa.
Continuiamo a macinare chilometri. Rieccoci nel Salento.
Gli Après la Clas hanno sonorità patchwork. Stanno lavorando a un nuovo album. Stupirà il loro pubblico, sarà un disco diverso. La Puglia è davvero un cantiere musicale aperto. Sarà che mancano lavoro e speranze e allora la gente è più sognatrice. Poi per qualcuno arriva il successo e per altri no. I Negramaro hanno debuttato a Trani, la mia città, col nome di Negramaro. Prima si chiamavano Elvetica e Giuliano Sangiorgi era il chitarrista. In Puglia manca una identità forte e ciò agevola le mescolanze. Caparezza contamina incessantemente il rap, per fare un esempio. Un altro disco in arrivo che consiglio è quello dei Radiodervish: virano verso la world music. Talvolta penso che sia la luce a generare tutti questi giochi musicali. Con Michele (Salvemini detto Caparezza, ndr) abbiamo suonato ad Auschwitz: appena rientrati in Italia la luce è la prima differenza che abbiamo colto. E ogni regione ha la sua.
Chiudiamo con tre nomi su cui puntare.
Mi gioco un trio barese. Mirko Signorile è un pianista jazz. Poi il quartetto L’Escargot: utilizzano organetti, chitarre, cornamuse, violino, flauti e propongono brani della tradizione francese e ballate del nordeuropa riarrangiate oltreché brani loro. Chiudo con la Municipale Balcanica che prendono da Gogol Bordello, Kocani Orkestar, Modena City Ramblers e Goran Bregovic. Posso spendere ancora un nome?
Certo.
Federica Fornabaio. Ha vinto due volte l’ultimo Festival di Sanremo, era la direttrice d’orchestra sia di Marco Carta che di Arisa. E’ di Andria ed è una straordinaria pianista. Sta per uscire con un album suo.

Un po’ di Puglia l’abbiamo conosciuta. Ci torneremo sopra con approfondimenti e attendiamo altre segnalazioni. Perché qui non ci sono vinti. Ma solo vincitori.