di Marco Agustoni

Il nostro viaggio nella musica pugliese continua - seguendo sempre le indicazioni del fonico Antonio Porcelli - con i baresi Modaxì, giovane band dal gusto eclettico, in uscita a settembre con il disco d'esordio Con le mani nel sacco. Con la benedizione di Michele Salvemini, in arte Caparezza, che compare addirittura nel video del singolo Lastrico, in cui si ritaglia una parte di tutto rispetto. Ce ne parla Piero, tastierista dei Modaxì.

L'essere pugliesi ha un'influenza sulla musica dei Modaxì?
In un senso più ampio ci influenza, perché essendo nati e cresciuti a Bari siamo vissuti in un background ben preciso e ne sentiamo l'influsso culturale. Da un punto di vista musicale, direi che non siamo molto ancorati alla Puglia e alle sue tradizioni. Anche perché in questo momento la scena pugliese vede una serie di fenomeni che stanno emergendo che non riguardano tanto la musica popolare o la pizzica, ma spaziano fra svariati generi, fino all'elettronica. Io stesso ho un progetto electroclash chiamato Redrum Alone. C'è sempre stato un fermento, ma adesso sta emergendo un po' di più perché ci sono realtà nate in Puglia che si sono affermate: Caparezza, ma anche gli Apres la Classe, i Folkabbestia, i Negramaro, che oramai hanno sfondato...

Nei vostri brani i confini di genere sfumano...

Decisamente. Ognuno di noi ha un background musicale differente, per cui è difficile rintracciare dei generi di provenienza precisi. Proprio questa, almeno da quello che ci dice il pubblico, è la forza dei Modaxì, l'avere un sound immediatamente riconoscibile.

Caparezza compare in vesti "diaboliche" nel vostro video di Lastrico. Come è nata questa collaborazione?
È nata da un'amicizia, dato che ci conosciamo con Michele da diversi anni. Io suono nei Modaxì da due anni, ma gli altri avevano già avuto modo di conoscerlo. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, l'ho incontrato la prima volta quando siamo andati a casa sua a fargli ascoltare le tre produzioni di brani che sarebbero poi stati registrati per l'album. Lui ci ha dato degli utili consigli e, in qualche modo, c'è anche il suo zampino nella produzione artistica del disco. Ci ha seguito durante tutto il percorso di registrazione ed è venuto in studio a sentirci. Lastrico gli è piaciuta particolarmente come brano, per cui si è prestato molto volentieri a questa parte, in realtà da protagonista, perché è più presente lui nel videoclip e ha anche recitato molto meglio. (ride) Tra l'altro Michele nelle interviste si è sempre dichiarato un fan dei Modaxì, quindi non è solo amicizia: gli piacciono i nostri brani e spesso viene ai nostri concerti, quando gli è possibile.

Internet vi ha aiutati, nel diffondere la vostra musica?

Internet è stata fondamentale, perché un gruppo può anche essere molto apprezzato nella scena locale, ma se non riesce ad arrivare a un pubblico più ampio, a livello nazionale, non riesce ad emergere. Infatti stiamo curando molto questo aspetto: arrivare a un pubblico sempre maggiore e più distante. Addirittura, nonostante l'uscita dell'album sia prevista per il 25 settembre, abbiamo avuto diverse richieste, come quella dell'altro giorno di un ragazzo di Bologna, che ci ha scritto perché voleva avere il cd in anticipo. E noi lo abbiamo accontentato.

Tornando all'argomento iniziale, c'è qualche musicista della vostra zona che vorreste segnalare?
Un solo nome, perché è il primo che mi viene in mente: gli Hobo, una band barese non molto conosciuta a livello nazionale, sia perché si allontana dai canali discografici tradizionali, sia perché è una formazione con pochi anni di vita alle spalle. Tra l'altro il membro fondatore è Simone Martorana, il chitarrista dei Folkabbestia, giusto per ricollegarci al discorso iniziale.

Modaxì - Lastrico