di Marco Agustoni

Uniti nel segno della chitarra acustica, Pino Forastiere, Sergio Altamura e Stefano Barone hanno deciso di fondare la propria repubblica indipendente e di dare vita a un trio, chiamato per l’appunto Guitar Republic. Grazie al successo dei loro live e del video del loro brano Funky Sex Republic, i tre virtuosi dello strumento, ognuno con una già avviata carriera da solista all’attivo, pensano anche al futuro del gruppo. Ce ne parlano in un’intervista di Sky.it.

Come è nata l’idea di questo trio?
Sergio: Non è stata una cosa programmata, un po’ per scherzo un po’ per la voglia di stare insieme è nata quest’idea, abbiamo iniziato a fare dei pezzi e siccome ci piacciono andiamo avanti. Al nome ci ho pensato un paio di giorni, poi l’ho proposto a Pino e Stefano, che si sono trovati d’accordo. [Guitar Republic] è come se fosse un modo particolare di intendere lo strumento, come se facessimo parte di una sorta di Repubblica della chitarra.
Pino: Siamo amici da anni e siamo prodotti dalla stessa etichetta discografica, la Candyrat Records, così abbiamo pensato di prendere queste diverse esperienze soliste e di metterle insieme. Era interessante proprio l’idea di una repubblica in cui le diversità si incontrano e convivono.

Di volta in volta dal vivo vi esibite come trio, duo o uno per volta: avete adottato una formazione flessibile…

Pino: La nostra è un’idea di spettacolo variegata, si suona da soli, in duo e in trio, così sul palco si creano situazioni se vogliamo teatralmente interessanti.
Sergio: Tutti e tre abbiamo una carriera solista e io già dall’anno scorso ho cominciato a fare pezzi in duo con Pino, così come Pino e Stefano. Perciò abbiamo pensato a uno spettacolo dove venisse fuori sia la componente solista, sia quella in duo e in trio di ognuno di noi.

Il progetto è nato come esperienza live, ma dato il successo è previsto un disco in studio?
Pino: Ci stiamo pensando e adesso col nostro produttore si capirà che cosa fare, se un disco, un dvd che riprenda il live o un EP, ne stiamo discutendo proprio in questi giorni e troveremo la via più opportuna per ottimizzare quest’idea.
Sergio: Dopo la pubblicazione del video di Funky Sex Republic c’è stato un ottimo riscontro e quindi è il caso di fare un disco in tre, anche se significherà lavorarci su perché siamo abituati a fare prodotti di alto livello.

A proposito del video, sul web ha avuto un successo oltre ogni aspettativa…

Pino: È andata benissimo, perché questo video lo abbiamo fatto piuttosto in fretta e non appena è stato messo in Rete è esploso. Siamo felici di vedere tutta questa curiosità.
Stefano: La vita è sempre una sorpresa e come mi è già successo con cose fatte in passato, non mi aspettavo un simile successo, anche perché alla fine Funky Sex Republic è una grossa provocazione. E sta funzionando, quindi a volte bisogna essere provocatori. (ride)

Pubblicate tutti e tre per un’etichetta americana: questo dipende dal fatto che all’estero c’è più attenzione alla chitarra acustica che in Italia?

Pino: Negli Stati Uniti la cultura della chitarra acustica esiste da anni, quindi è naturale che ci sia un interesse maggiore. Per il pubblico italiano si tratta di qualcosa di innovativo, quindi ci vuole tempo prima che l’ascolto di un concerto di chitarra acustica possa diventare una consuetudine, come lo sono i concerti di altri strumenti musicali.
Sergio: In Italia ora c’è un’evoluzione di questo strumento, ci sono molti più ragazzi che lo suonano, solo che qui non c’è nessuno che si dimostra interessato alle cose nuove e se non rimani incollato alla tradizione nessuno è disposto ad accolarsi il rischio e devi andare all’estero.
Stefano: Basta vedere i commenti di Funky Sex Republic: forse il 2% sono italiani, gli altri sono stranieri. Non solo americani, anche europei: Francia, Germania, Portogallo… Il fatto è che anche qui bisognerebbe aprire più canali per questo tipo di musica. Pino, che suona da molto più di noi, all’estero ha un successo esagerato, mentre qui fa quasi fatica a farsi conoscere.

Tre chitarre acustiche tutte assieme: non c’è il rischio di essere ridondanti?
Sergio: La chitarra acustica è uno strumento molto versatile e lo puoi usare in vari modi: quando abbiamo cominciato a comporre Funky Sex Republic ognuno aveva un ruolo da seguire, come se ci si sostituisse alle varie sezioni che ci sono nelle band.
Stefano: Una cosa che ci accomuna è lo studio del suono, quindi la cosa funziona. Poi si vede anche nel video, c’è veramente poco di chitarra acustica in quel che facciamo… (ride). Soprattutto quello che fa Sergio, è stupefacente.

Guitar Republic – Funky Sex Republic