di Chiara Ribichini

Un incantesimo. O, meglio, un “sogno”. Nel balletto di George Balanchine “Sogno di una notte di mezza estate”, in scena al Teatro alla Scala di Milano fino al 18 settembre e poi in tournée a Cagliari e in Danimarca, fate, folletti e danzatori eterei creano un’atmosfera onirica che dal palco si diffonde in platea e “cattura” gli spettatori.
Poi, come d’incanto, la magia si dissolve e lascia il posto ai lunghi applausi per le étoiles Roberto Bolle, Polina Semionova e Massimu Murru e per tutto il Corpo di Ballo.

La storia del balletto, creato da George Balanchine nel 1962 per il New York City Ballet, è ispirata all’omonima commedia di Wlliam Shakespeare. Tutto si svolge durante una notte in un bosco incantato accanto al Palazzo del duca Teseo, ad Atene. Protagonisti tre coppie di amanti (il re delle fate Oberon e la moglie Titania, Ermia e Lisandro, Elena e Demetrio) e il folletto Puck che, spremendo un fiore magico sugli occhi degli amanti, mischia le coppie. Nel bosco anche una compagnia di artigiani che provano uno spettacolo teatrale. Tra questi c’è il tessitore Bottome, che Puck trasforma in un asino. Ma più che il testo di Shakespeare, fonte di ispirazione per la coreografia è stata la partitura musicale di Mendelssohn, come lo stesso Balanchine ha confessato.“In questi ultimi anni, più delle parole di Shakespeare, mi ha interessato la musica che Mendelssohn ha composto per la commedia e penso si possa dire che il mio balletto sia stato ispirato dalla partitura”.

Nella coreografia di Balanchine la trama ha una grande importanza e uno sviluppo ben leggibile, soprattutto nel primo atto, ma il filo conduttore sembra essere quell’aria di magia che si respira dall’inizio alla fine dello spettacolo. Magia che nasce dalla storia, dalla musica, dai costumi di Luisa Spinatelli ma soprattutto dai danzatori. Piccoli e grandi. Sul palco, infatti, accanto alle étoiles Roberto Bolle (Oberon), Polina Semionova (Titania), Massimo Murru (Cavaliere di Titania) e al Corpo di Ballo, ci sono anche gli allievi della scuola. Piccoli elfi deliziosi che trasformano la scena in una fiaba fin dal loro primo ingresso.

Polina Semionova è perfetta nel ruolo di regina delle fate. Leggera, elegante, delicata, la ballerina russa ospite del Teatro alla Scala attira tutti gli sguardi del pubblico. Incantevole il passo a due con Massimo Murru del secondo atto. Applauditissimo Roberto Bolle, che si impone sulla scena per la sua regalità. Tra gli altri danzatori spiccano Federico Fresi (Puck), Emanuela Montanari (Elena) e Antonella Albano (Ermia).
Nelle prossime rappresentazioni si alterneranno nei ruoli principali i primi ballerini e i solisti del Teatro alla Scala, ma anche nuovi interpreti che per la prima volta entrano nel cast.