di Fabrizio Basso

La polvere. Che strana cosa. Quella di Francis Bacon è stata raccolta da attenti traslocatori d'arte e trasferita a Dublino dove è stato ricostruito il suo studio. L'hanno fatta scendere sui libri, sulle tele...l'hanno riposta dov'era. Nella case ci sono gli aspirapolveri che la mangiano e nella letteratura le domestiche che la occultano sotto i tappeti. Antichi sovrani ne venivano ricoperti, ma trattavasi di polvere d'oro, per assurgere a divinità...in terra. Il cinema l'ha celebrata milioni di volte, da quella di stelle, Stardust, a Chiedi alla Polvere, tratto da un libro di John Fante. Ma ora c'è una polvere speciale. Non la si vede ma è nell'aria e presto ci invaderà. E' il soffio musicale di Eneri, artista di Puglia figlia del mondo, che la spargerà col suo primo album, che ha scelto, appunto, di titolare Dust, polvere. E' in arrivo. Lo porterà il vento d'autunno. Lei, che si sente sans sommeil, senza sonno, ha 28 anni, un cognome, Bello, e un nome, Irene che ha rivoltato come una tasca ed è diventato Eneri perché "è una riflessione tra me e la medesima. Mi metto davanti allo specchio e mi rifletto e rifletto". Se l'energia, non elettrica bensì mentale e fisica, fosse vendibile, beh Eneri sarebbe tra le dieci donne più ricche del mondo. Ma non è così. Almeno per ora. E quindi la usa per sé: si scrive i testi, si compone le musiche, si organizza i concerti, si fa il disco...una multinazionale made in Salento: "Avevo trovato chi mi produceva l'album ma voleva mettere becco nel mio lavoro. E io, quando maneggio la musica, sono una dittatrice: ci metto la faccia e dunque non voglio condizionamenti".

Questo album è "aprire lo scrigno dei sogni. Avevo tante melodie e tanti testi ma non ero conscia delle potenzialità. E' così ho dato una rispolverata a questi vecchi progetti e ho capito che era il momento di far volare la mia polvere". Quando il disco sarà materia, lo si potrà finalmente stringere tra le dita, Eneri partirà per un tour. Anche se la sua vita è già un tour. E' sempre in giro. Ama la notte "perché il mio cervello accelera" e sopporta il giorno. Ha fatto l'artista di strada perché è bello vedere la vita anche da un angolo di strada. Vedi l'umanità che ti passa davanti e impari. O rimuovi. Ha girato cortometraggi, dipinto, fatto danza per 15 anni e va all'università. Le sue serate live sono strane e stranianti. Perché mentre lei va di pianoforte e chitarra i suoi compagni di viaggio, Roberto Fedele e Roberto Chiga, suonano rispettivamente batteria e percussioni. E non è genio questo? C'è chi manco suona nell'androne del condominio senza un basso e una chitarra...lei si porta dietro due "picchiatori" ma "posso anche esibirmi da sola. A volte sono un po' eremita. Ho anche lavorato in gruppi ma non fa per me, non voglio condizionamenti. Mi piace spiegare le mie canzoni prima di eseguirle". La sua voce esce in italiano, francese, inglese e...vernacolo "soprattutto quando sono al Nord". Adora Thom Yorke dei Radiohead, Tori Amos, Norah Jones ed Elisa "almeno quella degli esordi. Il primo disco aveva suoni speciali. Poi i Portishead, tanto reggae, il Banco del Mutuo Soccorso, la Premiata Forneria Marconi e la musica classica che ho imparato ad ascoltare nei nove mesi che ho vissuto nella pancia di mia mamma: poggiava le cuffie sul ventre e io sentivo". Deve uscire il suo primo disco e già pensa al secondo. E' polvere di futuro la sua. Raccogliamola e sfreghiamola tra le mani. Ne uscirà musica.

Eneri in Bad Day