di Giuseppe Lamanna

Nel mondo della musica, c’è anche chi ha successo facendo ridere. Irriverenti, sagaci e salaci, numerosi gruppi musicali hanno preso in prestito la musica dei grandi artisti internazionali, rifiutando però cortesemente le parole. Claudio Baglioni, Antonello Venditti, Jovanotti e tanti altri sono stati parodiati con grande successo, mettendo la loro arte musicale al servizio di testi fantasiosi ed esilaranti.

Una storia che ha radici lontane nel tempo e che porta dritto al gruppo milanese di Elio e le Storie Tese, band capostipite del pop demenziale. Nel 1990 incidono infatti Born to Be Abramo cover della più famosa Born to be Alive di Patrick Hernandez. Lo stesso cantautore francese accetterà di prendere parte a una nuova versione della stessa canzone nel 1997, registrando un video entrato nella storia.

Dalla Puglia con furore. Da oltre trent’anni viene messo in discussione e perennemente criticato, però il suo ruggito pugliese non è mai stato messo in silenzio. Stiamo parlando del mitico Leone di Lernia, irriverente protagonista dello Zoo di 105, che ha costruito la sua carriera sulle cover dei grandi successi da discoteca. Indimenticabili in questo senso le sue Magnando (Bailando del gruppo belga Paradisio), Te sì magnate la banana (The Rhythm of the Night del progetto Corona, cantata però da Jenny B, e Bevi stu chinotto (cover di Samba Reggae).

Un incontro ravvicinato del 3° tipo sono gli Ufo Piemontesi, originale gruppo piemontese che lasciava intatti testi e musica, ma imprimeva alle canzoni originali un ritmo completamente diverso. Celebre in questo senso la loro versione di Sabato pomeriggio di Claudio Baglioni, in versione rock.

Sulla cresta dell’onda si trovano oggi i divertentissimi Gem Boy, che, non contenti di dissacrare ogni idolo musicale, sono attualmente in turné con la mitica Cristina D’Avena. Nel corso degli anni, il gruppo bolognese ha regalato ai propri fan delle vere e proprie perle musicali, con tanto di video originali al seguito. Stiamo parlando di canzoni come Orgia cartoon, un esplosivo mix delle sigle dei cartoni animati a sfondo sessuale, e degli ultimi lavori come Fatalità (Sincerità di Arisa) e Hannibal (A te di Jovanotti).

Un vero e proprio caso clinico, nonché discografico, sono invece i Fratelli Sberlicchio, gruppo torinese che da sempre si definiscono dissacratori del pop, eroi del videoclip parodia, sbeffeggiatori di tormentoni e taroccatori sanremesi. Nati per gioco sul web, sono ora una seguitissima realtà musicale grazie alle folli cover e videoparodie realizzate. Tra queste, la più celebre resta Fammi un soffocone (Parlami d’amore dei Negramaro, Impossibile (Impossibile di Matteo Becucci ultimo vincitore di X-Factor, e La glaciazione (La glaciazione dei Subsonica.

La fantasia torna dunque protagonista della musica. Perché, se è vero che le note sono solo sette, le parole sono decisamente molte di più.