di Giuseppe Lamanna

C’è profumo di Mango, nell’aria. A distanza di un anno da Acchiappasogni, il cantautore potentino torna sulla ribalta musicale italiana con il nuovo disco Gli amori son finestre, un doppio cd live che raccoglie il meglio delle sue esibizioni dal vivo, dal 2004 a oggi.

Negli ultimi 4 anni, Mango ha regalato al suo pubblico ben 4 album. Adesso arriva anche un Best of Live, cosa rappresenta questo nuovo lavoro?
È stato un periodo molto prolifico, durante il quale ho proseguito lungo un percorso artistico intrapreso ormai da tanti anni. Questo album, rappresenta in qualche modo tutto il grandioso lavoro svolto, visto che racchiude performance dal vivo che abbracciano un periodo storico molto ampio, dal 2004 fino ad oggi
Gli amori son finestre è un album particolare, dove lei sperimenta e trova nuove vie per il suo personale percorso artistico, reinterpretando i suoi più grandi successi come Bella d’estate, Lei verrà e Oro. Come riesce a "mixare" le grandi hit della musica italiana e internazionale?
Devo fare una premessa. Nel corso della mia carriera, ho sempre cercato di trovare un giusto equilibrio tra la musica italiana e quella straniera. Purtroppo, la nostra lingua, meravigliosa sotto molti punti di vista, non risulta musicale quanto l’inglese. In questo senso, ho sempre cercato di mediare, arrivando ad inserire anche brani stranieri. Tra l’altro, la versione di Pride che canto è stata ispirata dall’ascolto della stessa canzone nella versione fatta da John Legend".
All’interno dell’album troviamo anche due inediti: E poi di nuovo la notte e Contro tutti i pronostici, scritta dai Rei Momo, gruppo di cui lei è anche produttore, amore a prima vista?
È una canzone molto particolare, sia nell’arrangiamento, sia nel testo. Mi è piaciuta subito proprio perché io non avrei mai scritto un testo così. Ho deciso di provare a cantarla inserendola nel cd. Però gli inediti in realtà sono tre. Infatti, la canzone Gli amori son finestre, che dà il titolo all’album, è in realtà un testo recitato dall’attore Flavio Insinna. La musica è già pronta, ma ho voluto sperimentare questa cosa, inserendo solo il recitato che in questo modo diventa pura poesia.
Tornando al Mango produttore, come vede la situazione della musica italiana in questo momento?
C’è poco da stare allegri. I Rei Momo sono un gruppo giovane e molto valido, purtroppo oggi c’è poco spazio per noi che facciamo questo mestiere da una vita, figurarsi per un gruppo emergente. Si punta tutto sull’immagine senza cercare la sostanza, oggi va di moda lanciare un cantante che ha una carriera semestrale, se va bene. Il Festival di Sanremo ormai è quello che è, molti sostengono che la musica in televisione non abbia successo. Io a questa cosa non credo. Dipende da cosa proponi, la qualità per me paga sempre.
Tornando a Gli amori son finestre, una curiosità riguarda la collaborazione con un giovanissimo musicista che ha suonato in uno dei brani dell’album, chi è?
Eh già, un 14enne molto bravo a suonare la batteria e che guarda caso è mio figlio Filippo!
Dopo la continua ricerca di nuove strade musicali, dove si dirigerà  l’attenzione di Mango?
Il mio obiettivo principale è quello di continuare a fare bene il mio lavoro. Io mi considero un semplice musicista che si diverte a vivere il palcoscenico.