di Giuseppe Lamanna

Un invito originale, forse irrispettoso, ma senza dubbio sincero ed esplicito. È quello che gli Zen Circus fanno a tutta l’Italia, nessuno escluso, dedicandogli il titolo del loro ultimo lavoro discografico Andate tutti affanculo. Appino, Ufo e Karim formano un trio di ragazzi pisani estremamente originale, la cui musica è un folle incrocio di rock, folk e punk capace di sprigionare energia pura. In risposta alle tante richieste ricevute, i Zen Circus hanno deciso di incidere il loro primo album completamente in italiano, il quarto della loro carriera, e il risultato è sorprendente.

Andrea Appino, autore delle canzoni e frontman del gruppo, cerca di spiegare la loro gioiosa e lucida follia musicale.
Quest’album non rappresenta un punto di arrivo, ne tantomeno un punto di partenza. È semplicemente una risposta concreta a tutti quelli che ci chiedevano un album in italiano
La scelta del titolo, preso dall’omonima canzone contenente nell’album, che tipo di provocazione vuole essere?
Nessuna provocazione. È un semplice e simpatico invito in amicizia, rivolto a tutti noi verso un posto di cui conosciamo molto bene la strada e dove alla fine ci rivedremo tutti. Non solo è nato spontaneamente, ma non sarebbe stato possibile nessun altro titolo.
L’album contiene 10 canzoni che parlano dei problemi della società moderna, descritti sempre con un tono cinico e irriverente, ma all’interno delle quali non si spreca una parola
Nella nostra carriera abbiamo sempre dedicato un’attenzione maniacale ai testi, anche quando scrivevamo in inglese. Al di là della goliardia, comunque vogliamo lanciare un messaggio forte e preciso. Il cinismo e l’ironia sono il mezzo più diretto che preferiamo usare, dicendo comunque cose serie
Inoltre, all’interno ci sono collaborazioni molto importanti con tanti musicisti e artisti come Brian Ritchie, Davide Toffolo, Giorgio Canali e, una su tutti, Nada
Nada è sempre stato un nostro mito, per il suo modo di essere e per la sua voce. Ci ha onorato della sua presenza cantando Vuoti a perdere, mentre io le faccio da coro. Ci è piaciuta l’idea di cantare con lei, livornese, anche per sfatare questo stupidissimo tabù che pisani e livornesi devono odiarsi a tutti i costi.
Anche la cover del vostro album è molto particolare. Com’è nata l’idea?
Le migliori idee nascono per caso. Tra l’altro la foto è stata scattata il giorno dopo le ultime elezioni. Siamo a Roma, davanti al Colosseo quadrato dell’Eur voluto da Mussolini, vestiti come ribelli degli anni 70. Direi che un posto migliore di quello dove ambientare la copertina di un album che ha questo titolo non potevamo trovarlo!
Da pochi giorni è uscito il nuovo disco, quindi a breve ci sarà anche un nuovo tour?
Diciamo che non ci siamo praticamente mai fermati. A distanza di poche settimane dalla fine del Tour di Villa Inferno, ben 105 date, infatti è uscito il nostro album e adesso imbracciamo nuovamente gli strumenti e ripartiamo. Noi amiamo soprattutto il live e il contatto con il pubblico, ci riteniamo degli operai della musica. Il nostro posto è per le strade.


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