di Fabrizio Basso

Quel che non poté il rock e il pop è riuscito ai corsari della musica. Dividere i musicisti in guelfi e ghibellini. Orazi e Curiazi. O forse è più saggio dire Whig e Tories visto che siamo all'ombra della corona inglese. Fatto sta che una proposta di legge castrante per i pirati della musica online, che propone forti pene pecuiniarie e il blocco dell'accesso alla rete al terzo richiamo, ha spaccato l'empireo delle sette note. Contro la normativa Robbie Williams e i Blur, convinti che non si arriverà a nulla con la repressione. Dall'altra Lily Allen, James Blunt, Mika e i Muse favorevoli a una rigida regolamentazione. Ora che si possa ipotizzare una sotto-sezione umana tra avidi e incuranti del conto corrente è falso: tutti ci tengono al denaro, il braccio di ferro è su come ridurre al minimo i danni della pirateria senza urtare i pirati stessi che possono diventare assai cattivi. E' come quei giochi da settimana enigmistica dove bisogna effettuare una scelta tra due proposte e poi un'altra e un'altra ancora e così via fino a che si arriva a un profilo conclusivo. Ma lì di solito si sta sotto l'ombrellone. Qui ci sono le stole d'ermellino. E uno dei tanti bivii è tra musicisti ricchi e musicisti di sussistenza. Questi ultimi sono quelli che cercano di uscire dal sottosuolo e crearsi uno spazio illuminato. Gli altri di luce ne hanno fin troppa. E siccome è facile salire sul carro del vincitore, ecco che il popolo di internet ha indetto una crociata contro la suffragetta Lily Allen, rea di sostenere l'inquisizione della musica, al punto che è stata costretta a chiudere il suo spazio su twitter perché ormai gli insulti le sporcavano anche le pareti di casa. Siamo solo agli inizi. La Allen è fiera di di questo putiferio. D'altra parte basta vederla sul palco: una forza della natura. E Robbie Williams? Una ex forza della natura. Forse quel che serve è un pensare comune. Ma se a riunire Guelfi e Ghibellini non sono riusciti i Papi, come si può sperare che una legge renda giustizia a tutti? In compenso per tutti, indiscriminatamente ci sono gli insulti.

P.S. Per la cronoca nel novembre 2009 arriva, tre anni dopo il delunte "Rude box", il nuovo, atteso album di Williams, "Reality Killed The Video Star", anticipato dal singolo "Bodies". Se gli scaricatori fossero più scaltri del bel Robbie (e della sua task force), come si comporterà il cantante di Stoke-on-Trent? Abbraccerà la Allen o l'orgoglio avrà il sopravvento? (D)ai pirati l'ardua sentenza.