di Fabrizio Basso

Lo chiamano il lavoro più antico del mondo. E non c'è controprova che la leadership sia usurpata. Ci sono cascati re e regine, presidente e presidentesse....insomma nessuno è immune dalle tentazioni del sesso. Illecito e lecito e nelle sue forme più disinibite e disincantate. C'è un'ampia letteratura in merito. Da quella sguaiata dell'Aretino a quella più sottile di Henry Miller. Ci sono le urla disperate, ma vive, dei personaggio di Alda Merini e Giovanni Testori. C'è canzone goliardica e poi c'è la Bocca di Rosa di Fabrizio De Andrè. Ma nelle ultime settimane c'è un nuovo vocabolo che ruota intorno ai nostri pensieri come gli anelli abbracciano Saturno. La parola è Escort. E', o forse era, anche una macchina. Ma in questo caso è una accompagnatrice con poteri speciali. Come convivono ministeri con portafogli e senza portafogli, convivono escort con licenza di darsi e altre con licenza di darsi con scaltrezza. Che non è una posizione particolare, bensì una gestione moderna, informatica e programmatica della professione. E' stata, quella 2009, una estate senza tormentoni musicali, ma in compenso hanno impazzato escort e veline, starlettine e starlettone. E noi con le mani tra i capelli e i pruriti altrove a leggere le notti folli che hanno tenuto svegli politici e faccendieri, imprenditori e lacché. Circondati di belle ragazze. E su tutto fiumi di parole riprovevoli. Sul netto superamento del comune (inteso non come sede istituzionale, visto che qualcuna, come un teatro, con un cambio di scenografia, diventa "altro") senso del pudore. Concetto sempre indefinito, privo di confini ben profilati. Ebbene, nel 1973 Francesco Guccini, pubblicò una canzone intitolata Fantoni Cesira. L'album è Opera Buffa, il più scanzonato ma anche uno dei meno facili del cantautore di Pavana. Raccontare la canzone? A che serve quando basta ascoltarla? Quasi quarant'anni dopo siamo a....quarant'anni fa.