di Giuseppe Lamanna

Sono sette note di passione, quelle che escono dalle splendide mani di Federica Fornabaio, giovane e geniale musicista col vizio del pianoforte. Un amore sconfinato, quello per il nobile strumento, che l’ha accompagnata sulla strada della carriera musicale, come direttore d’orchestra prima e adesso come musicista con la pubblicazione del suo primo omonimo album, completamente strumentale. Scoperta e prodotta da Bruno Sartori, la giovane musicista di Andria è ora in giro per promuovere il suo album, e martedì 13 ottobre 2009 alle 18.00 sarà alla Libreria Feltrinelli di piazza Piemonte, a Milano.

Il pianoforte è stato, ed è tutt’ora, il suo primo grande amore musicale
Quando a 17 anni ho composto Ricordi in fuga, canzone che è presente anche nell’album, non avrei mai pensato a una carriera da musicista. Mi spaventava l’idea che la musica potesse diventare il mio lavoro. Avevo dei rigurgiti emotivi sullo strumento: gli parlavo e lui ascoltava senza giudicare. Se c’era da piangere mi muoveva il piano, se c’era da sorridere il sorriso. Essendo filtrato da me, diceva solo ciò che io volevo sentire.
Intanto però, è stata grande protagonista anche all’ultimo Festival di Sanremo dirigendo l’Orchestra per Marco Carta e Arisa, poi entrambi vincitori
Sinceramente parlando, sono stata molto fortunata. Anzi Arisa e Marco Carta mi hanno sostenuta: una doppietta mai vista. Prima di arrivare all’Ariston già stavo lavorando al disco. Certamente l’improvviso successo ha funzionato da acceleratore: ho accorciato i tempi di pubblicazione dell’album.
Nella sua breve, ma già intensa, attività musicale c’è anche molta sperimentazione con diverse contaminazioni tra musica e teatro
Qualche hanno fa ho conosciuto Laura Seragusa, attrice teatrale. Ci siamo piaciute subito, e abbiamo lanciato il progetto Lafé du Café che richiama il teatro-canzone di Giorgio Gaber. La sperimentazione in generale resta l’espressione più spensierata della mia musica, pur preservando l’attenzione per la ricerca sonora. Mi piace sperimentare e trovo avvincente il binomio tra modernità e gusto retrò.
Recentemente, in molti l’hanno definita l’Allevi donna. Cosa ne pensa?
Obiettivamente siamo diversi. Le composizioni hanno un approccio diverso. La concezione musicale è diversa. Se si gioca sull’eguaglianza pianista-compositore allora ci sta. Va però riconosciuto a Giovanni Allevi il merito di avere contribuito a liberare il pianoforte dalla gabbia di strumento classico. È fautore di una rivoluzione positiva che a questo strumento consente un accesso più facile. E non dimentichiamoci mai che il principio della musica è emozionare.

Federica Fornabaio in Ricordi in Fuga