di Fabrizio Basso

Il folletto del crossoover ha gli occhi a mandorla. Una scriminatura centrale con due spioventi brizzolati che gli danno quel tocco agée. Un sorriso che non si spegne mai. Non sembra neanche un lontano parente dall'isterico, collerico e rigoroso (militarmente parlando) capitano Yonoi che nel film Furyo subiva fulminei baci gay da Jack Strafer Celliers, capitano della Corona interpretato da un efebico David Bowie. Oggi Ryuchi Sakamoto è un signore di 57 anni che si diverte con la musica. Ha vinto un premio Oscar per le musiche del Piccolo Imperatore di Bernardo Bertolucci, ha realizzato decine di dischi, di ogni genere, di ogni sorta. Tra colonne sonore, inediti, collaborazioni è un mito. Torna in Italia per dieci concerti dopo nove anni di assenza. O meglio torna da solo, perché in altre vesti l'Italia l'ha bazzicata in questo primo scorcio di terzo millennio. L'ultima volta che salì su un palco nostrano da solo era il 2000 e al centro del concerto c'era l'album Back to the Basic. Ora c'è Playing the Piano. Che nella versione deluxe è abbinato a un altro disco, Out of Noise.

Maestro Sakamoto il disco che arriva in Italia il 20 ottobre 2009 contiene pezzi originali e altri estratti da colonne sonore. In particolare Out of Noise fino a oggi ha circolato solo in Giappone.
Preciso che non esistono album destinati solo al mercato giapponese. Cambiano le tempistiche ma ci tengo che i miei dischi abbiano una diffusione mondiale. E' vero, ha cinque anni di età ma è stato riarrangiato.
Con tutti i dischi che ha prodotto non ha difficoltà a rielaborare brani?
Certo ma è anche vero, e mi stupisco sempre, che viaggiando trovo nei negozi dischi che io non ho mai prodotto: guardo la foto di copertina e mi domando se sono io.
Come è il suo approccio alle colonne sonore?
Quando Bernanrdo Bertolucci mi contattò per Il Piccolo Budda mi chiese di creare una musica che ricordasse l'idea di reincarnazione. Ho studiato centinai di libri per entrare nello spirito. Non è facile assecondare una richiesta generica. In genere seguo la mia ispirazione e prima di mettermi al lavoro cerco di vedere alcuni spezzoni di film. Molti dimenticano che sono un musicista, né un autore di soundtrack né un pianista, soltanto un musicista.
Lei non scrive la sua musica.
Sono mancino, sarebbe una fatica. Ho tutto in testa. So che se muoio non resterà nulla, ma a me va bene così. Quando compongo seguo l'intuizione e l'istinto
Sta lavorando a un progetto di enciclopedia della musica?
E' un'opera alla quale sto lavorando ma quando propongo i miei trenta volumi gli editori si spaventano. Al momento ne sono usciti cinque: Bach, il jazz, Debussy, Ravel e il rock'n'roll. Poi ce ne sarà uno su Brahms, uno sul basso e un altro sulla batteria intesi come strumenti. Alla media di tre all'anno ci vorranno altri nove anni.
Il musicista che più l'ha influenzata?
Forse John Coltrane
Lei ricorre spesso a internet?
E' il futuro. Se quando ero studente avessi avuto tutte queste opportunità sarebbe stato fantastico. Fa girare molta più musica, abbatte le barriere. Ma ricordiamoci che la musica mantiene anche le famiglie e quindi non bisogna rubarla
I suoi concerti 24 ore dopo sono acquistabili su i-tunes.
Ho fatto un test in Giappone per due mesi. Per le dieci date italiane non sarà possibile: in Italia la linea di internet è ancora troppo lenta e poi il contratto con la mia casa discografica, la Decca, non lo prevede.
Sul palco ci saranno due pianoforti, uno pre-programmato.
In alcuni brani è previsto un duetto virtuale con me stesso. Non essendoci un mio clone, per ora, mi arrangio con uno pianoforte pre-impostato
Sul suo sito c'è una disegno che parla di Cina e Tibet.
Se non si parla di entrambe le nazioni, il significato non è completo. Sono stato per la prima volta in Tibet per Il Piccolo Budda e poi mi è capitato di conoscere il Dalai Lama: mi sono innamorato di lui e ho deciso di fare qualcosa per quel paese
Come è stato lavorare con Bertolucci?
E' come un padre per me, un grande amico
Con quale altro regista italiano vorrebbe lavorare?
E' un sogno ormai irrealizzabile. Certo Federico Fellini mi avrebbe stimolato, ma il mio sogno era Pierpaolo Pasolini.

E' un uomo dalle mille idee Ryuchi Sakamoto. La sua mente è lo scrigno che tutto conserva. Elimina quel che non merita, il resto è lì. Cercatevi un amico in Giappone, acquistate là il concerto che vedrete, o che vi racconterà qualche amico, visto che si marcia verso il sold out, è fatelo inviare come allegato a una mail. Avrete un prodotto raro. Come se il maestro avesse suonato solo per voi.

Ryuchi Sakamoto in Merry Christmas mr Lawrence