di Fabrizio Basso

Pochi sanno chi è Antonio Olearo. E' un partigiano. Si usa il presente perchè i partigiani non muoiono mai. Come i supereroi. Con la sua banda, la banda Tom combattè strenuamente contro il nazi-fascismo nel casalese e nell'astigiano. Il 14 gennaio 1945, durante un rastrellamento, si rifugiarono in una cascina. Lì vennero arrestati, incatenati, fatti marciare seminudi nel gelo invernale, interrogati con violenza e poi uccisi. I loro corpi rimasero due giorni nella neve sorvegliati da militari affinché i parenti non potessero dare loro cristiana sepoltura. Questa vicenda, come mille altre, andrebbero perse se non ci fosse qualcuno che le custodisce e le racconta. Gli Yo Yo Mundi, gruppo piemontese antico 21 anni, ha costruito uno spettacolo e un doppio disco (cd + dvd) praticamente introvabile, pubblicato nel 2005, dove racconta tante storie come quelle della Banda Tom. Perché la memoria va nutrita quotidianamente. Chi scrive ha avuto la fortuna di assistere a Yo Yo Mundi: Resistenza, uno spettacolo di oltre due ore che incanta e fa luccicare gli occhi anche ai più giovani, quelli che sulla Resistenza hanno sbuffato sui libri di scuola: "Noi abbiamo girato le campagne -racconta Paolo Enrico Archetti Maestri, voce e chitarra del gruppo- per ascoltare i racconti dei nostri vecchi. Rischiamo che vada smarrito un patrimonio culturale e non possiamo permettercelo. Soprattutto in una fase storica come quella attuale dove il termine resistenza è di nuovo attuale".

Lo spettacolo è arricchito da letture di Primo Levi e Beppe Fenoglio. Da alcuni frammenti di Lettere da Stalingrado e anche da racconti partigiani di vita vissuta. Poi ci sono le canzoni degli Yo Yo Mundi e le immagini di repertorio, in un bianco e nero che sfuma sul seppiato. Si resta ipnotizzati. La cura del particolare è minuziosa. Ci sono attimi che vanno colti: la descrizione dei ragazzi della banda Tom che vanno a morire col sorriso sulle labbra è straordinaria nella sua drammaticità. Non la troverete in alcun testo scolastico. Ci sono canzoni che si intitolano Eurialo e Niso, Stalingrado, L'ultimo testimone, La storia di ieri (di Francesco De Gregori), Nessun dopoguerra. C'è Bella Ciao. E c'è anche, a monito ma anche a incoraggiamento Viva l'Italia ancora di De Gregori. Le porte delle scuole dovrebbero aprirsi agli Yo Yo Mundi. Non è pensabile che quanto hanno costruito Paolo Enrico Archetti, Andrea Cavalieri, Fabio Martino, Eugenio Merico e Fabrizio Barale viva una manciata di giorni l'anno. Si richiede interattività, conoscenza della nostra storia, ci si arrabbia quando i signori del calcio sbagliano l'Inno di Mameli e poi si marginalizza chi investe il suo tempo nella memoria? Portiamo in aula chi sa raccontare meglio dei libri la nostra storia. Il loro ultimo disco si chiama Album Rosso ed è, a modo suo, una lezione. Magari meno scolastica ma comunque ricca e istruttiva. Ma la Resistenza degli Yo Yo Mundi, signori, miei, è da restare senza fiato.

Yo Yo Mundi in Bella Ciao



La Banda Tom
musicata da Yo Yo Mundi