di Fabrizio Basso

Una prostitutta e il suo peccato originale, molestie domestiche, panni sporchi lavati in casa, quelle sottrazioni fisiche e mentali che ammalano la vita, i dialetti, la Padania e la scuola di Federico II di Svevia. Carmen Consoli è enciclopedica nel suo parlare. Ma affabulante. Non riesci a staccarle gli occhi di dosso. E' un contradditorio che solo una volta la mette in imbarazzo. O meglio non le consente la risposta immediata. La domanda fatale è come mai Elettra, il suo nuovo disco, non è rock. Ma ci arriviamo dopo alla idea consoliana di rock. La prima cosa che colpisce è il video che accompagna Elettra. E' girato in una casa d'appuntamenti. Con Carmen e alcune sue amiche vestite da "bottane, che è diverso da puttane". E poi c'è lui, il re del postribolo, che nel finale avrà una sorpresa fatale.

Indubbiamente una storia che si presta a più interpretazioni.
Che vuole che le dica. Faccio la bottana. Con le mie amiche ci siamo divertitte tantissimo. L'idea del vendersi è sacrificare le nostre reali inclinazioni, è mettere da parte verita scomode tipo la violenza di uno zio (ne parla nel brano Mio zio) perché la gente non deve sapere e i panni sporchi vanno lavati in casa. E' rinunciare alle radici perché ci si vuole sentire internazionali e quindi si preferisce la lemonsoda alle nostre bevande. Con questi vincoli non esprimiamo noi stessi in modo autentico. C'è una maschera che si chiama coraggio e spesso la dimentichiamo quando dobbiamo rilanciare e ci costruiamo una vita per sottrazione.
Manca dunque una visione globale dell'esistenza che ci permetta di realizzarci.
Le faccio un esempio: una volta a scuola si facevano i temi per elaborare i pensieri. Oggi c'è una elaborazione frammentaria di cose che hanno più o meno importanza. Io vendo me stessa perché sono vista per l'aspetto estetico e le potenzialità erotiche prima che come essere umano.
La società dunque resta maschilista.
Le racconto una storia. Con alcune amiche siamo partite da Roma per Pisa per assistere a uno spettacolo teatrale di Emma Dante. Al ritorno veniamo fermate per un controllo. Ci chiedono i documenti e scherzano molto: ci fosse stato un uomo non l'avrebbero fatto. Facciamo sosta a un autogrill. Quando usciamo c'è un gruppo di persone che ride e due preservativi infilati nei tergicristallo dell'auto: ci fosse stato un uomo non sarebbe accaduto.
Siamo così preistorici?
Assomigliamo a ciò che gli altri si aspettano da noi. Siamo pirandelliani, verghiani: dicevano che Rossomalpelo era cattivo e lui lo è diventato. Mi vogliono bottana e io divento bottana.
Come è la Elettra della canzone?
Ha cuore puro e crede nei sentimenti. Non è una pretty woman che va salvata. Lei invita il suo lui a ribellarsi alla morsa dell'abitudine, ad abbandonarsi allo slancio. Però lui non ha il coraggio. Il casino è un luogo per uomini, è un consumo maschile. Eppure sarebbe bello avere un casino dove una donna entra ed è accolta da dieci maschi in perizoma.
Bisogna saper osare.
I miei genitori usavano metafore delle carte. Una persona si vede al tavolo da gioco. E' nel momento del rilancio che puoi volare alto senza debito di ossigeno. Serve però un attimo di pausa prima di spiccare il volo e poi vai libero.
In Mio Zio si parla di violenze domestiche. E' forte la scena del funerale quando la vittima, finalmente libera, si presenta con un rossetto rosso marcato e con abiti sexy come lui la avrebbe voluta. Un atto estremo di rivincita. mentre la mamma di lei piange.
Lo zio è la persona di cui ti puoi fidare. E' il prossimo, è chi ti è più prossimo. Ha lo stesso linguaggio e c'è un vincolo di parentela. Non può nuocerti eppure siamo pieni di violenze famigliari in Italia. C'è la vergogna di dirlo perché è quasi più importante che la gente non sappia lo stato emotivo della ragazza che è vittima. A forza di lavare panni sporchi in casa perdiamo la libertà. La ragazza può essere Maria Catena, la sorella di Eva o un'altra Elettra.
Insomma chi è Elettra?
E' sintesi e tesi. E antitesi. E' le tante sfaccettature di una persona. Mi affascina l'amore paterno, lei sul lettino di uno psicologo con Edipo. Elettra è un disco dedicato alla figura del padre. Ed Elettra ha peculiarità diverse a seconda che la racconti Eschilo, Sofocle, Euripide oppure Jung in chiave più psicanalitica. Lui è prigioniero delle sue sbarre mentali e lei gli propone di uscirne. Ripenso spesso a una frase del filosofo francese Edgar Morin il quale chiede quando i governi inizieranno a interessarsi dell'amore. Lavorano per darci tutto a livello quantitativo, ma la qualità? La felicità, l'amore, la passione...tutto ciò che ci fa stare bene non è tangibile e non è considerato.
Che visione disincantata.
Prima i computer assomigliavano a noi. Ora siamo noi a comportarci come loro: ragioniamo per comportamenti stagni.
Ed eccoci alla canzone siciliana, A Finestra.
Il dialetto in Sicilia è parlato anche da persone di cultura perché ci emancipa. La canzone è su due piani: c'è una persona alla finestra e sotto un vecchio che non la sopporta e gli dice di andare a lavorare, che è una perdigiorno. ma detto in siciliano perde il tono offensivo. Fa quasi sorridere. Questo signore non si dà pace di vedermi alla finestra.
I dialetti sono importanti, dunque.
Andrebbero insegnati nelle scuole ma non con le motivazioni del senatur Bossi. Parole dialettali inserite in un contesto italiano arricchiscono la lingua. La grandezza di Federico II era che alla sua corte tutte le culture coesistevano e si contaminavano.
Forse i suoi fan si aspettavano un disco più rock.
Ma cosa è il rock?
Per lei?
E' ciò che destabilizza. La lirica è rock. Richie Havens e Joan Baez a Woodstock erano rock. Bob Dylan con la sua chitarra destabilizzava più di Alvin Lee. Gesù è rock: ama il prossimo tuo come te stesso è destabilizzante. Maria Callas era rock. E anche la bellezza, la felicità e tutti quei valori anacronistici che fanno parte dell'uomo sono rock.
Proprio non le piace questa epoca.
Non mi piace il 2009. Avrei voluto vivere nell'Ottocento o nella Belle Epoque. Credo nelle signore ben vestite anche se sono bottane!

Carmen Consoli viola tanti confini con questo disco e queste parole. La Sicilia spalancata all'universo di Federico II è andata, nel corso dei secoli, chiudendosi in se stessa. Una sorta di isolamento difeso dal mare e dall'insinuarsi di culture radicate e chiuse. Oggi grazie alla Consoli, a Emma Dante, a Ugo Mazzei, a Franco Battiato, a Mario Venuti, a Rita Botto, a Sergio Cammariere e a tutti quelli che non sono in questo elenco, la Sicilia è diventata un San Sebastiano che da ogni ferita getta fuori speranza