di Alessandra Carboni

Cos'è che fa sì che una canzone diventi il classico, irresistibile tormentone che non si può fare a meno di cantare o fischiettare? Per David Meredith, amministratore delegato di Music Intelligence Solutions, la magia della musica e l'abilità del suo compositore o interprete non c'entrano poi molto, è piuttosto una questione matematica. Secondo lui, infatti, non importa quanto una canzone sia effettivamente bella: se risponde a determinati canoni e modelli in fatto di lunghezza, testo, ritmo, armonia e melodia, non potrà che diventare una hit.

Un esempio? L’ultimo successo estivo dei Black Eyed Peas, I Gotta Feeling: il record di vendite dice che si tratta di un successo, e a confermarlo vi è la tecnologia Hit Song Science, un’applicazione sviluppata da un’azienda spagnola (Grupo AIA), e ora di proprietà dell’azienda di Meredith, in grado di analizzare brani musicali e valutarne la potenziale popolarità, in una scala da 1 a 10. Per l’algoritmo di Hit Song Science la canzone del gruppo californiano vale 8,9 punti: un successo, appunto.

Chiunque può verificare il potenziale di successo di una propria creazione musicale: è sufficiente andare all’indirizzo di uPlaya – un sito internet fondato da Music Intelligence e dedicato a musicisti e cantautori emergenti –, effettuare l’upload della traccia che si desidera sottoporre all’analisi del software e quindi attendere il risultato. Secondo uno studio condotto dall'Harvard Business School , l’algoritmo di Hit Song Science riconosce le hit ben 8 volte su 10.

L’applicazione di Music Intelligence è arrivato prima nella categoria piccole imprese dell’Innovation Awards 2009, il riconoscimento assegnato dall’organizzazione non-profit Creative Coast Alliance all’innovazione nei settori non-profit, educazione, business e sostenibilità.