di Marco Agustoni

Sono passati sette anni dall'ultimo album degli Anti-Pop Consortium, gruppo  newyorkese nato nella seconda metà degli anni '90 e divenuto nel tempo una delle realtà più interessanti nell'ambito dell'hip hop sperimentale. Tre dischi, un tour assieme ai Radiohead, e poi alcuni anni di vuoto. Ora il collettivo formato dagli mc Beans, High Priest, M. Sayyid e dal produttore Earl Blaize è tornato sulla scena con un nuovo album, Fluorescent Black, in cui mettono nuovamente in mostra la propria vocazione sperimentale, sia per quanto riguarda il versante delle rime, che delle sonorità utilizzate.

L'hip hop d'avanguardia degli Anti-Pop Consortium si esplicita ancora una volta nei testi dei brani di quest'ultima fatica, in cui rime originali e metriche serrate si intrecciano nel loro stile-marchio di fabbrica del “flusso di coscienza”, che affonda le sue radici nella pratica della slam-poetry. Le basi sono scarne, in alcuni casi addirittura essenziali, e votate a sonorità prettamente digitali. Le concessioni alla melodia sono poche, e la necessità di trovare ritornelli ammiccanti o ballabili, in Fluorescent Black come nel resto della produzione degli APC, non è avvertita. Insomma, un disco per chi ancora crede nelle potenzialità esplorative dell'hip hop e si tiene a distanza di sicurezza dal rap da classifica. Ospite d'eccezione, l'inglese Roots Manuva in NY to Tokyo.

Scarica gratis l'mp3 di Capricorn One

Anti-Pop Consortium – Volcano