Dopo dieci anni passati a suonare dal vivo, The Silence, metal band di base a Milano e dintorni, è uscita col suo primo album Lord of Mercy. Si tratta di un disco ricco di suggestioni ma che, nel suo impianto generale, conserva un approccio metal tradizionale. In attesa di cominciare a portare le tracce di Lord of Mercy in giro dal vivo, il bassista Matteo e il chitarrista e cantante Alessandro ci parlano della registrazione del disco, partita non proprio sotto i migliori auspici…
Ho letto nella vostra biografia che avete cominciato a suonare dal vivo facendo cover di Europe e Iron Maiden… Matteo: Nel primo periodo avevamo voglia di suonare e dato che non avevamo a disposizione molti brani finiti abbiamo deciso di fare dal vivo i brani che ci piacciono di più, di Europe, Iron Maiden ma non solo. Poi agli inizi suonare cover è anche un modo più facile per riuscire a proporsi e ad andare in giro a suonare.
Quando avete deciso che amavate il metal e che quello era il tipo di musica che volevate suonare? Matteo: Per quel che mi riguarda inizia tutto con un ascolto di alcuni brani degli Iron Maiden, alle elementari. Per quasi dieci anni me ne sono dimenticato, poi più tardi nel corso di un’autogestione ho incontrato alcune persone che mi sono state simpatiche, ci siamo messi a parlare di musica e in quel periodo ascoltavo tutt’altro, addirittura rap, e frequentando queste persone mi sono reso conto di quanta aggressività , quanta potenza, quanto piacere ci fosse nel suonare questo tipo di musica. Mi sono comprato un basso da quattro lire e ci ho suonato tantissimo. Alessandro: Per me invece non è stata tanto la canzone di Final Countdown -sarà stato l’85-’86 - quanto l’assolo di chitarra. Quel pezzo lo passavamo tantissimo in radio, addirittura lo si sentiva ovunque in tv… era la prima volta che sentivo la chitarra suonata in quel modo e sono rimasto molto colpito.