di Fabrizio Basso

La cover come passe-partouz per la fama. Ma non quella effimera che zigzaga tra reality e apparizioni televisive, bensì quella più solida, che odora di gavetta. Ha intrapreso la strada più impervia Jessica Brando, 14 anni di Grosseto, che esce con un EP dove si confronta con Radiohead, Muse, Queen, Stevie Wonder. Come titolo ha scelto Time is Running out che oltre a essere un piccolo capolavoro dei Muse è anche un titolo profetico.

Ai gruppi già citati aggiungiamo Green Day e Lenny Kravitz. Non sono proprio artisti della sua generazione.

I Radiohead sono stati una rivelazione. I Muse li ho scoperti da poco e insieme ai Queen sono il best group. Stevie Wonder l'ho incontrato a 11 anni ed è straordinario. Green Day e Kravitz sono segnalazioni di amici.
Ascolta molta musica?
Tanta e acquisto i dischi. Scarico solo quello che non trovo nei negozi. Ho un telefonino che contiene circa 400 canzoni.
Come mai solo cover straniere?
E' stato un caso anche se sono orientata, come gusti, più verso l'America. In Italia adoro Andrea Bocelli.
I suoi miti veri?
Sono affascinata dal jazz infatti volevo debuttare con un EP jazz ma poi mi hanno convinto ad aspettare un attimo. Quindi dico Ella Fitzgerald. Poi ci aggiungo Frank Sinatra e un po' di classico, da Debussy a Gershwin.
Che obiettivo si pone?
Diventare una cantautrice.
Proprio oggi che è considerata una razza in estinzione?
Sono belle le imprese difficili.
Come ha scelto le canzoni d'esordio?
Siamo partiti da 200 brani e poi abbiamo scremato fino a sfogliare la margherita.
Che rapporto ha con internet?
Lo uso come enciclopedia. Navigo in cerca di informazioni. E poi aiuta a farsi conoscere: per me è stato positivo.
Le piace scoprire chi e come ha interpretato le cover da lei scelte?
Non mi interessa il paragone. Semmai mi concentro sull'arrangiamento ma quello originale. Il primo ascolto è importante. A volte magari bisogna pazientare un pochino ma il feeling deve esserci. Io registro le idee e se non mi convincono finiscono in un cassetto. Talvolta basta cambiare l'arrangiamento per trasformare una canzone da brutto anatroccolo in cigno!
Niente tentazioni X Factor o Amici?
Non sono per me. Anche a livello caratteriale. però quando ho tempo li guardo.
La sua famiglia la sostiene?
Tantissimo. Senza di lei non farei nulla. E' un sostegno morale oltreché fisico.
La scuola?
Frequento la V ginnasio. Ho professori comprensivi ma rassegnati. Le assenze ci sono. cerco di recuperare sempre.
Gli amici?
Ci sono e anche loro sono comprensivi. Cerco di tenermi libera il sabato pomeriggio, ma non sempre riesco.
Suona qualche strumento?
Il pianoforte. Capisco che oggi sia un po' di moda ma resta uno strumento fantastico. E' molto duttile e troppo a lungo è stato sottovalutato. Sono felice che abbia una rinascita.
Con chi vorrebbe duettare?
Con Andrea Bocelli. E anche con Witney Houston, Stevie Wonder e Michael Bublè. Se poi vivessi in una domensione fuori dal tempo direi la Fitzgerlad e Sinatra.
E' timida?
Assai. Devo vincerla. Ma quando mi immagino sul palco con quei mostri sacri divento una leonessa.

Tutto l'intervista si è svolta alla presenza della mamma. Che si dice stonata e considera la figlia "una sorpresa in famiglia". E se la coccola con lo sguardo e con i pensieri. Macinano centinai di chilometri in treno per inseguire un sogno che si chiama musica. Mica poco nella stagione della televisione cannibale e onnivora.

Jessica Brando in Time is Running out