di Fabrizio Basso

Oltre le Nevi di Piazza Vetra ci sono Manuel Lieta e i suoi Stardog. Solo i coraggiosi possono sfidare questo luogo milanese dove un tempo venivano bruciate le streghe e poi le vite, quando, in tempi recenti, divenne luogo di spaccio. A un titolo così ambizioso corrisponde un album di una complessità stratificata. E' un po' come una matrioska delle difficoltà. Ci si può avventurare nelle sue sfumature quanto si desidera. Manuel Lieta, che è venuto a trovarci in redazione, confessa che "in Oltre le Nevi di Piazza Vetra ci sono tutte le mie anime. E' un disco ricco. A volte pure troppo. Infatti per il prossimo, che ho già in testa, vorrei concentrarmi su una, due sfumature particolari. Inizierò a lavorarci a fine 2010 per uscire all'alba del 2011. Ho girovagato molto nelle sonorità degli anni Ottanta. Esaurita la vena si cambia territorio, non voglio essere marchiato come revivalista. Credo comunque che il revival sia iniziato col grunge, Nirvana esclusi". Sornione sornione Manuel seguirà un istinto più classico perché "vorrei scrivere il mio Rimmel. Al di là di dove peschi resta un classico". E' prolifico ma sa contenersi: in una diversa stagione della musica (e della discografia) avrebbe scritto anche due album in dodici mesi e il pensiero va al prolifico David Bowie.
Ed eccoci in piazza Vetra. A parlare del disco che "non parla di Milano in maniera esplicita ma lì sono ambientate le storie. Piazza Vetra è un luogo simbolico. Da sempre ha una fama pessima: dai roghi delle streghe alla colonna infame manzoniana fino allo spaccio. E' un luogo difficile ma è anche il ritrovo di tanta gioventù interessante". E poi c'è il bar Rattazzo, uno degli ultimi bar veri della metropoli. Dove ri respira aria vecchia ma non stantia. Quel vecchio che inebria e contagia. E dove Manuel, ogni tanto, suona quasi in incognito: "So che il mondo è cambiato e non provo nostalgia. Ma mi piace posizionarmi in quella linea".
Il disco degli Stardog dimostra che in Italia si può lavorare bene senza cedere alle lusinghe del nazional-popolare o a logiche di mercato. Manuel Lieta anzi è certo che "in Italia si fa della bella musica. L'indie italiana è forse la musica più bella ma ci sono ancora troppe band che scimmiottano l'estero. Occorre trovare la giusta chiave". Ora c'è la curiosità di vedere Manuel e gli Stardog in tour: non manca molto e sarà davvero un bel concerto "anzi sarà il tour più strutturato che ho mai fatto. Eseguiremo pezzi vecchi, quelli di Oltre le Nevi di Piazza Vetra e più avanti anche qualche inedito". Giusto per non farsi mancare nulla. E per aggiungere qualche matrioska musicale in più.

Stardog in Canzone del Dove