di Fabrizio Basso

Mamma Elisa fa una scelta di Heart, cuore. E cinque anni dopo Pearl days torna, appunto con l'album Heart, un percorso nei sentimenti e nelle emozioni quotidiane, reso più lieti da Emma, tre settimane di vita, figlia di Elisa Toffoli e del suo compagno e chitarrista Andrea Rigonat. Per presentare il disco Elisa, causa anche il ruolo di madre, ha scelto di giocare in casa. L'appuntamento era al Castello di Duino, in provincia di Trieste, un luogo magico, col mare che si rimpe pochi metri sotto e un nucleo originale costituito da una torre di duemila anni e che risale all'imperatore Diocleziano. Siamo a pochi chilometri da Monfalcone, città natale di Elisa, e con lei c'è quel batuffolo di vita che le è costato 41 ore di travaglio e che la prossima primavera farà il primo tour della sua vita. Poiché Elisa la vuole con sè. Cuore di mamma è invincibile. L'album, prodotto dalla Sugar di Caterina Caselli, raccoglie 14 brani tra cui la cover di Mad World dei Tears for Fears ripreso nel film-cult Donnie Darko.

Quanta maternità c'è nel disco?
Direi che non ne risente. Almeno a livello percettivo.
Due canzoni in italiano, Anche se non trovi le parole e Ti vorrei sollevare, e il resto in inglese.
Sono canzoni che appartengono a fasi differenti della mia vita. Alcune anche antiche, altre più recenti. Non ho mai smarrito le redini della mia carriera. Questo è un album che ne raccoglie istanti diversi.
Ha curato ogni fase del disco, produzione compresa.
L’approccio ai testi è stato difficile, talvolta mi accontento ma questa volta no. Potrebbe essere una questione ormonale. Volevo cose divertenti e sprint che poi potessero anche salire con me sul palco.
Il rock pare più spinto.
In questo caso le responsabilità sono di Andrea, il mio compagno.
C'è chi aspettava un disco italiano.
In questo caso le scelte sono mie.
Duetta con Sangiorgi in Ti vorrei sollevare e con Antony, di Antony and the Johnsons, in Forgiveness.
La voce di Giuliano è straordinaria. Ho sentito tanti cantare accompagnandosi al pianoforte, ma lui è oltre. Ha talento e una energia extra da sfogare. Forgiveness è un brano classico, poteva rientrare in qualunque dei miei album. La voce di Antony ha qualità superiori alla media, è oltre il tempo. E’ una voce né uomo né donna. O uomo e donna contemporaneamente. Ha un timbro puro, è una voce imbevuta di purezza e incontaminata.
E' stato complicato lavorare con Antony?
Non ci siamo mai incontrati: ci siamo confrontati ogni giono, ossessivamente, ma senza mai incontrarci. La ripetitività del testo è cosa mia e so che fa parte del suo stile.

E' ormai buio quando Elisa abbandona il Castello di Duino. E' sorridente e felice. E' conscia di avere realizzato un grande album, maturo e intenso. Ci ha messo del suo. Tutto il suo. Mamma Elisa può sorridere con gioia.