di Fabrizio Basso

Non sarà la soffitta vicino al mare a due passi dal cielo blu, ma quel terrazzo sui tetti di Milano è un incanto. E c'è anche una gatta. Anzi la gatta. Che ha 19 anni ed è la compagna di Ornella Vanoni. Si intitola Più di te il suo nuovo disco ed è una raccolta di cover...maschili. Come è nata. Come crescerà. E che succederà nei prossimi mesi ce lo racconta la signora Vanoni, serenamente appoggiata sul divano di questo quinto piano che avvicina all'infinito.

Signora Vanoni Più di te è una breccia nel suo lato maschile.

Ogni essere umano ha un lato opposto. A me fanno orrore gli uomini che non sanno tirare fuori la tenerezza.
Il disco precedente era Più di Me, un florilegio di sue canzoni cantate con sue colleghe.
Abbiamo fatto la doppietta. Questa esperienza non avrà seguito, resta ferma a due capitoli.
Manca Magari di Renato Zero, brano da lei amato.
La canto sempre in concerto e ha una storia molto drammatica. C'è sempre tempo per un duetto con Renato.
Ha un rammarico per un brano rimasto fuori?
Mi è dispiaciuto perdere Le Cose che Abbiamo in Comune di Daniele Silvestri.
Farà una serie di concerti al Blue Note a partire dal primo dicembre.
Sarà la presentazione ufficiale. Spero di avere sul palco tutti quelli che hanno partecipato all'albu, da Paolo Fresu a Pino Daniele, da Samuele Bersani a Ron e tutti gli altri.
Che concerto vedremo?
La prima parte sarà sul disco, la seconda acustica.
Si diverte a cantare dal vivo?
Tantissimo, il palco è la mia casa. E' viaggiare che detesto. I ritardi, i bagagli smarriti, i treni, i pedaggi delle autostrade. Siamo un paese di lavori in corso. In Italia la musica fa fatica. Siamo nel paese dell'incultura. Però ci sono buoni autori oppure serve la giusta accoppiata al momento giusto e penso a Sei nell'Anima della Nannini e Pacifico.
Insomma fa un ritratto pesante.
Intanto il nostro è un paese piccolo e non può assorbire tutta la musica che produce. Poi l'Italia non tutela nulla. Siamo esterofili e sfigati. Tempo fa venne Phil Collins e in una conferenza stampa un giornalista gli domandò: in Italia non le piace nessuno? E' sbagliata l'impostazione. Bisogna chiedere chi le piace in Italia, altrimenti si presuppone già una risposta negativa. Comunque disse che io gli piacevo.
Per il prossimo album?
Mi piacciono i poeti. Vedremo.
Riceve cd, testi, manoscritti dai giovani che le chiedono consigli?
Ne ho una stanza piena. Interessanti? Inorridisco.
Ha voglia di tornare a fare teatro?
Tanta. Qualcosa mi propongono. Quando feci L'Idiota di Marcel Achard all'inizio mi spaventai. Vorrei ora fare qualcosa di brillante, tipo In Viaggio con la Zia. Mi hanno detto che ho un fisico per ruoli drammatici ma è meglio che continui a fare l'attrice brillante perché brave ce ne sono poche.
Cosa legge?
Noir, trattati filosofici, libri di poesia.

E poi canta e suona. Ornella Vanoni è davvero la grande signora della canzone italiana. Guarda il mondo dall'alto. E sorride. Perché c'è sempre un buon motivo per sorridere.