di Fabrizio Basso

Una gioia vissuta dal cielo. Giovanni Nuti stava lavorando da tempo a un disco di poesi di Alda Merini "quelle che mi dettava al telefono", il caso, la fatalità, il destino hanno voluto che uscisse proprio nei giorni in cui la poetessa dei Navigli è andata a creare versi tra le nuvole: "L'uscita del singolo Una piccola Ape furibonda -racconta il maestro Nuti- era prevista da tempo. E' stato casuale che abbia coinciso con la morte di Alda. Ho preferito non fermare il progetto perché lei era contenta che uscisse". Sono molti gli inediti che circolano dell'Alda. Lei li regalava, li dettava al telefono, li scriveva su fogli svolzzanti. Giovanni Nuti la conosceva bene: <Mi ricordava Anna Magnani: scriveva al momento giusto. A livello umano era un personaggio impegnativo ma a livello artistico era di una trasparenza straordinaria". Nonostante gli spigoli del suo animo, quelli incisi nel dna e quelli che le traversie della vita le hanno arrecato, il rapporto con la Merini è sempre stato bello e spontaneo. "Mai un attrito. Eravamo destinati a un matrimonio artistico. Alda Merini mi ha ribaltato e mi ha fatto scoprire cose di me che non conoscevo". Questa empatia spiega, forse, perché per Nuti è facile musicare la Merini: "I suoi versi hanno musicalità, sono un fiume mai fermato. Aveva una forte creatività, sentiva la voce e l'esigenza". Il brano-poesia Una piccola Ape furibonda, come la poetessa amava definirsi, precede l'album la cui uscita è prevista nel 2010 e anche un tour. E ha stoppato altri progetti del maestro Nuti, tra cui un lavoro, già pronto, con Paolo Recalcati. Ma alla poesia, così come al cuor, non si comanda.

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Alda Merini e Giovanni Nuti eseguono La Zanzara