Si intitola Orchestraevoce il nuovo album di Francesco Renga. Il cantautore bresciano, accompagnato da un’orchestra sinfonica di 60 elementi, interpreta per la prima volta alcune tra le più belle canzoni italiane della fine degli anni ‘60. L’album è pubblicato anche in una versione DELUXE contenente La mente torna, Uomo senza età (feat. Daniela Dessì), Non si può morire dentro (feat. Marta Sanchez). La grandezza di questo lavoro si trova nel fatto che Renga non si limita a cantare con un’orchestra, ma usa la sua voce come un’orchestra. Alla fine, paradossalmente, Orchestraevoce finisce per diventare il suo lavoro più personale “perché cantare parole altrui solo in apparenza ti alleggerisce e deresponsabilizza. In realtà, lungo il cammino scopri che quelle parole ti appartengono come segni sulla pelle, perché sono sogni, pulsioni, emozioni che ti hanno attraversato e sono rimaste dentro”.

Questa la tracklist dell’album: L’immensità; Se perdo te; Io che non vivo senza te; L’ultima occasione; Pugni chiusi; Lei; Un amore così grande; La voce del silenzio; Dio come ti amo; Angelo; Uomo senza età; Non si può morire dentro. Inoltre il gruppo Benetton rinnova il suo rapporto di collaborazione con Renga affiancandolo nel suo nuovo progetto artistico. Anche Radio Italia sostiene il nuovo lavoro di Renga. Per il 2010 è attesa un album di inediti.

Ecco una riflessione di Francesco Renga: "Aprile 1999, siamo a Milano , in uno studio di registrazione. Con la mia band, i Timoria, vogliamo registrare una cover dei Ribelli Pugni chiusi. La cantava il Maestro Della Voce, Demetrio Stratos. Ho il coraggio dell’incoscienza e non ho paura. Questa è la prima volta che registro la mia voce al servizio di una vecchia canzone. La prima e praticamente l’ultima sino a oggi. Da quel momento in poi, per oltre vent’anni, userò  la mia voce per interpretare storie comunque, in qualche modo, mie. Storie che raccontano la realtà che mi circonda, quello che vedo, che vivo, le cose che attraversano la mia anima. Non so bene perché, ma la voglia che ho coltivato in questi ultimi anni è quella di ritornare a mettere, per una volta, la mia voce al centro. Tornare ad usarla come la mia unica forma espressiva. Senza piegarla a un testo che è mio, senza costringerla nell’urgenza di un racconto che parla di me. O meglio: essere lei sola libera di raccontare ciò che sono veramente. Come solo il Canto può fare degli uomini. Questo disco racconta un altro paese, un tempo diverso. Tutti e due migliori. Un tempo in cui l’Italia, la sua musica ed il suo canto, si spiegavano liberi per il mondo ed erano presi a modello di bellezza. Ecco…questo disco parla di bellezza, è carico di amore e di passione, è sangue e anima".

Francesco Renga in Uomo senza Età