di Fabrizio Basso

Cosa è il passato? E' semplicemente, banalmente, un percorso di vita? Oppure è altro. O forse niente. Quanto conta? Quanto si può eludere? Quanto cindiziona? Andrea Salvini ha atteso quasi mezzo secolo per fare un disco. E ci ha messo tutte le tessere della sua storia. Quindi conta per lui. O almeno pare. Perché il suo passato è universale. Non fosse così avrebbe mai potuto raccontarlo col jazz, con lo swing, col blues e con la canzone d'autore. Guardatelo sulla copertina del suo disco, con la mano che gli chiude la testa. E' un'immagine quasi lombrosiana. Ascoltate Senza Paura, così si intitola. Ma potevate pensare a un titolo diverso per chi debutta a 50 anni? Quasi 50 anni. Molte canzoni hanno una lingua lunga strumentale. Con vocalizzi rochi ma suadenti. Tra tutte Oscar ed Eugy: "Non mi faccio ingabbiare -racconta Salvini- e il vocalizzo ci sta perché è come se fosse uno strumento aggiunto. C'è una armonicità differente. E' stato più complesso mettere in fila le parole in italiano: ecco con l'italiano ho docuto questionare". Bastano poche note e un grumo di parole per capire la stagione della canzone "poiché credo ci sia un percorso interiore. Sviscero comunque un passato recente. In Non Chiedetemi si parla di depressione ma poi slitto su situazioni più allegre. E poi io non nasco come cantautore. nasco come pianista di qualcuno. Prima non sentivo l'esigenza di impegnarmi su un disco mio".

Ora che ha iniziato però non intende fermarsi "infatti sto già lavorando a un altro album. Mi sento già un po' lontano da Senza Paura e alcune canzoni non mi rappresentano più". E' fantastico questo suo rincorrere se stesso. Questo smarrire i pezzi. Non li rinnega, semplicemente li pone in cantina: "Oggi farei un po' più pezzi solari. Mariposa non la scriverei più. Il jazz e lo swing sono salvifici, mi danno sicurezza. Ma ho voglia anche di rischiare>. Dal vivo sorprenderà con un concerto struttrato come un gomitolo, con le canzoni e i parlati che si accavallano ma non si ingarbugliano. E ha un sogno che si chiama Sanremo. Non perché una mattina si è svegliato e ha pensato "vado all'Ariston" ma perché glielo dicono che ci può arrivare. L'ultima è stata Rossana Casale la quale ha sottolineato che Sometimes è un pezzo da Festival. Intanto ha frequentato il Regio di Parma, città dove vive, per preparare Senza Paura. E chi ne ha più di paura?

Andrea Salvini in Summertime