di Fabrizio Basso

Era dai tempi di Fausto Papetti e Gil Ventura che non si sentiva un cantautore (beh, i signori citati erano sassofonisti, non tessitori di parole) infilarsi nella strada dei volumi. Non quelli sonori ma quelli numerici. Dario Brunori, cosentino, musicante più per caso che per scelta ma prontamente convertito all'artigianato delle sette note, pare abbia inforcato la via dei volumi. E' uscito il primo e subito si è portato a casa il Premio Ciampi e ora "sto già pensando al volume 2. E' un momento per me propizio e intendo sfruttarlo ma restando con i piedi per terra poiché al momento vivo tutto questo come un gioco". La stranezza di quel sas che seguie il cognome è presto detto, è terminologia societaria e sta per società accomandita semplice e ricorda "che una società Brunori esiste davvero ed è l'azienda di famiglia". Come per dire che in famiglia c'è chi lavora sul serio. Ma Dario si prende sul serio senza prendercisi. Perché l'album è vero. Racconta storie belle da ascoltare e, talvolta, da specchiarcisi. E', il suo, un pop italiano che oscilla tra Rino Gaetano e Ivan Graziani. E in mezzo declinazioni vocali varie. Il Volume 1 "me lo sono registrato tutto da me. Ora, per il tour, avrò il supporto di una band popolata da musicisti cosentini. Il mio è un disco popolare nel senso che arriva alla gente. Il passaparola è stato determinante per farmi conoscere. E' un porgetto privo di passato. Ho un solo precedente musicale, con i Blume ma era un percorso caratterizzato dall'elettronica".

Gioca molto sulla rapidità di scrittura, anzi la ritiene fondamentale. Come i cantautori veri, quelli che oggi paiono una razza in estinzione: "Ma io non ci credo. E' mutata l'attenzione. Si tende a spingere artisti con canzoni dal feeling immediato, ma un recente passato insegna che si può essere vincenti anche senza essere fulminei. Cito per tutti Ettore Giuradei, Dente e Le Luci della Centrale Elettrica di Vasco Brondi. L'impegno sociale deve essere spontaneo e non frutto dell'essere cantautore. Non dimentichiamoci che oggi mancano casa e lavoro. E' il quotidiano che va riscoperto". Parole lievi ma ad alto volume. Per chi vuole intendere. E chi non vuole intendere? Beh c'è tanto rumore travestito da musica, può fare pesca grossa. Ma poi il piatto sarà insipido. Meglio tanta paccottiglia in meno e un Volume 1 in più.

Brunori SAS in Come stai