di Marco Agustoni

Un disco autenticamente country registrato in Italia? I puristi magari storceranno il naso. Ma nel sentire The Party, disco d’esordio dei pugliesi Tobia Lamare & the Sellers, potrebbe anche ricredersi. Tanto più che il progetto è stato concepito all’interno di una masseria in campagna. Cosa si può volere più di così? Ci parla del disco, in uscita il 22 dicembre, Tobia Lamare, eclettico leader della band.

Come nasce il progetto Tobia Lamare & the Sellers?
Il progetto nasce circa un anno fa, dopo che ho passato due mesi su e giù per il Mississipi, dove ho subito un forte influsso da parte del folk americano. Quindi, dopo quindici anni anni di rock elettrico con gli Psycho Sun sono tornato in Italia, ho comprato una chitarra acustica e la passione che avevo per Bob Dylan o Neil Young quando avevo quindici anni si è risvegliata tutta d’un tratto. Poi Tobia Lamare & the Sellers nascono in una masseria in campagna, dove faccio anche agricoltura biologica, quindi tutto combaciava. Abbiamo subito composto un po’ di canzoni e abbiamo finito di registrarle prima dell’estate. Il disco, The Party, uscirà a breve, il 22 dicembre a Lecce ci sarà la presentazione e poi partirà un tour tra Italia, Spagna e Inghilterra.

Questo tipo di musica che potenzialità ha in Italia?
Il nostro disco è in inglese, però c’è tanto di italiano, perché noi siamo italiani. Quando siamo andati a suonare all’estero con gli Psycho Sun ci dicevano “Va bene, suonate indie rock ma per noi siete esoitici perché avete un’altra scuola chitarristica e si sentono le differenze”. Secondo me anche in Italia il country, il folk e il bluegrass possono funzionare, soprattutto adesso dove un ragazzo può facilmente ascoltare ed essere influenzato anche da band o musicisti che non sono del suo paese.

L’essere pugliese ha invece influenza sulla sua musica?

Magari si sente nell’accento (ride). Credo che l’essere pugliese mi influenzi, perché dalla Puglia, anzi, dal Salento soprattutto vengono degli artisti che mi hanno formato, come ad esempio Amerigo Verardi o tante formazioni leccesi o brindisine degli anni ’80. Parlo di underground, perché magari ci sono gruppi che hanno inciso un solo demo ma hanno lasciato il segno. Poi penso che ogni provincia sia una storia a parte, nel senso che ci si influenza a vicenda. Io ad esempio ho scoperto i Sonic Youth solo dopo essere stato a un concerto dei Cult of Irrational, un gruppo di tarantini fuori di testa, che in pratica avevano inventato i Radiohead prima che esistessero i Radiohead. Quindi sotto questo punto di vista sono pugliese, ma non sotto quello della musica tradizionale di qui, che non conosco.

Fa rock con gli Psycho Sun, country con i Sellers ed è pure dj: come concilia tra loro tutte queste esperienze musicali?
Una linea guida c’è, nel senso che la musica è il mio lavoro a tempo pieno e quindi tutte queste esperienze vanno a influenzarsi l’un l’altra. Ad esempio, dall’anno scorso nel mio dj set ho inserito dei pezzi bluegrass. Ma succede anche il contrario: nel disco dei Sellers, che è prettamente country-folk, c’è però un pezzo dance-elettronico. In sala prove ci si va con il proprio bagaglio e ne si rimane influenzati. The Party è un concept album in cui ci sono vari personaggi che ruotano attorno a una festa. Io faccio il dj dal 94’ e quindi sono tutte storie che ho visto, che ho vissuto o che hanno vissuto persone che sono state alle mie feste.

Ascolta un assaggio di The Party sulla pagina MySpace di Tobia Lamare