Chiacchierato nella vita privata, discusso nelle sue uscite pubbliche, ma soprattutto contestato per i suoi live show spettacolari e provocatori. Da quando nel 1994 è iniziata ufficialmente la carriera di Marilyn Manson e della sua band con l’uscita di Portrait of an American Family, non c’è suo tour o esibizione dal vivo che non faccia venire l’orticaria a qualche benpensante. In giro per l’Europa per promuovere la sua ultima fatica, The High End of Low, Marilyn  Manson alias Brian Hugh Warner passerà anche dall’Italia, il 26 novembre al Palaverde di Treviso e il 27 al Palasharp di Milano. Portandosi dietro un inevitabile strascico di polemiche.

Trucco da film horror, simboli satanisti, atti sessuali mimati sono alcuni tra gli ingredienti base dei concerti di Marylin e della sua band.  Che finiscono inevitabilmente per urtare la suscettibilità di qualcuno. Ma Manson, come si suol dire, “ci è o ci fa”? Un po’ tutte e due le cose. Di certo, l’allampanato ragazzone dell’Ohio che ama nascondersi dietro un look inquietante, è sempre stato un personaggio al di fuori della norma. Ma Brian/Marylin è, prima di tutto, un entertainer nato, un’artista con il gusto della provocazione e un innato senso teatrale, ben consapevole di quali sono i tasti giusti da toccare per suscitare le reazioni (positive o negative, ma pur sempre reazioni) della gente. Dopo tutti questi anni, in cui in qualche modo ci siamo abituati alle sue trasgressioni, riuscirà a stupirci un’altra volta? Lo scopriremo tra pochi giorni.

Nel frattempo, ecco una piccola anticipazione di cosa ci potrebbe aspettare nella fotogallery dei live di Marilyn  Manson