di Fabrizio Basso

La donna che vorresti essere. Anche se sei un uomo. E' Fiorella Mannoia. Uno sguardo che ti legge l'anima, il coraggio delle proprie idee, una voce che non ne esistono altre, neanche fosse ancora emersa Atlantide. Una illuminata. Che ora, all'ombra di Natale, esce con un album di cover. Il primo della sua carriera artistica. E ci racconta il perché di questa scelta oltre a tanti altri perché della sua vita.

Signora Mannoia, ci spieghi Ho imparato a Sognare.
Non ci trovo niente di strano a interpretare brani altrui. Vivo di canzoni degli altri e mi domando perché non l'ho fatto prima. Sally ormai è tanto mia quanto di Vasco. Fare canzoni degli altri è una questione di umiltà, divertimento e creatività.
Esce per Natale...sembra una logica commerciale.
La mia etichetta discografica ha detto che il 60 per cento delle entrate lo realizza in questo periodo. Non me la sono sentita di negare l'opportunità di aiutarla.
Lei collabora, ma la politica no: l'iva è ancora al 20 per cento mentre per i libri è al 2.
Avrebbero potuto aiutarci ad allentare la morsa dell'iva. Siamo in una fase di grandi cambiamenti storici. Prendiamo internet. La discografia è in affanno: come mai i-tunes non lo gestisce la discografia? Non sono stati in grado di capire i cambiamenti del mondo. Poi aggiungiamoci che molti scaricano gratuitamente e questo non è giusto: è mancanza di senso civico.
Si è divertita a X Factor? E' forse la sola fucina televisiva per la musica.
Quando mi hanno invitata ho guardato una puntata. Non sono una che passa del tempo davanti alla tivù. Mi sono interrogata se avesse un senso partecipare, se andando avrei avallato quella formula. Poi mi sono detta operché no? Il mio sogno è fare Taratatà, programma della tivù francese, ma in Italia non esiste, siamo l'ultima ruota della cultura.
Il suo rapporto con Noemi?
Conosciuta proprio a X Factor. Abbiamo eseguito pure Quello che le donne non dicono. Un po' di mesi dopo la mia casa discografica mi ha chiesto di incidere un brano con lei. Ho replicato che dipendeva dalla canzone: mi è piaciuta e l'abbiamo fatta. Ora siamo amiche, ci sentiamo. E' una ragazza con i piedi per terra ed è importante perché oggi è facile che dopo una forte esposizione mediatica si sparisca.
Come va con Caffé Nero Bollente, brano col quale ha litigato spesso?
E' vero, c'ho bisticciato. Come quando si trova una vecchia foto. Ma abbiamo fatto pace. Ora mi fa sorridere mentre canto.
Al disco è abbinato un dvd con il backstage della registrazione.
Abbiamo registrato ad agosto in una cascina in Toscana. Un lavoro collegiale. Sembravamo studenti. Ci tiravamo anche l'acqua, eravamo adolescenti in vacanza. Ci siamo divertiti. Di questi tempi si fanno collaborazione senza incontrarsi, scambiandosi i file. E' un disco molto suonato.
La scelta dei brani?
Quelli degli ultimi due anni. Ho lasciato fuori Conte e Capossela. Però magari li recupero su un prossimo disco.
Lei è impegnata nella difesa dell'ambiente.
Non come vorrei ma ci provo. Sto attenta all'acqua spengo la luce. Faccio la raccolta differenziata anche se da Roma in giù è sconosciuta. Manca una politica di sensibilizzazione e non si investe in energie alternative. Eppure da questo dipende il nostro futuro e quello delle prossime generazioni. Se gli enti competenti fossero più attenti nel fornirci le direttive noi saremmo più incentivati. Aiutateci a separare la plastica dal vetro.
Lei ha scritto una lettera a Gianfranco Fini, eppure è di sinistra.
Con tutti i problemi che abbiamo si discute sul dialetto a Sanremo e sull'indecenza di certi calendari. Ultimamente Fini sta dicendo frasi cariche di buonsenso e io lo spio da sinistra e mi dico: e se davvero fosse in buonafede?
Si parla anche di riformare la Siae.
E' come l'università, fatta di caste. Bisogna riformare l'organico e garantire più trasparenza.
C'è speranza?
Riprendiamoci il ruolo di cittadini. Occupiamoci di politica perché altrimenti saranno loro a occuparsi di noi. Dobbiamo agire dove accadono cose che non ci piacciono. Ricordiamoci che gli amministratori sono nostri dipendenti. Scendiamo in piazza se serve.
C'è un mercimonio di scambi.
Certi scambi sono sempre esistiti, solo che una volta si donava una boutique oggi posti nei vari Parlamenti. Il problema è quando il sistema diventa normalità.
Ha mai pensato di cantare e musicare poesie?
Sembrano arti vicine ma sono parallele. Nella canzone ci sono regole e le briglie della metrica. E' difficile far quadrare il cerchio.
Ha ancora rabbia in corpo?
Col tempo smussi gli angoli ma il fuoco che hai dentro resta acceso!

Questa è Fiorella Mannoia. Ti incanta non solo quando canta maanche quando parla. E non solo per gli occhi color del cielo. Perché ha il coraggio dei suoi pensieri. E per difenderli combatte.

Fiorella Mannoia in Sally