di Giuseppe Lamanna

Sono note d’autore, quelle che arrivano direttamente da Live in Blue Note Milano, il nuovo disco doppio di Luca Jurman, pubblicato da Nar International. Registrato nel tempio milanese del jazz durante i concerti che l’artista ha tenuto a settembre, l’album contiene venti brani che spaziano dai grandi classici come Georgia on my mind e No woman no cry, fino a successi più recenti come This is what you are. Luca Jurman, che ha completamente riarrangiato e interpretato i brani, è accompagnato in questo progetto da un band d’eccezione: Daniele Comoglio (sax), Daniele Moretto (tromba), Tomaso Graziani (batteria), Luca Meneghello (chitarra), Dino D'Autorio (basso), Carlo Palmas (tastiere) e le coriste Chiara Mariantoni, Nadia Biondini e Sandy Chambers.

Da dove parte lo sviluppo per questo nuovo lavoro discografico?

L’idea di questo lavoro nasce molto tempo fa. Avevo voglia e sentivo l’esigenza artistica di registrare un album alla vecchia maniera, un live che raccontasse l’atmosfera dei club, una sorta di fotografia musicale dove il rapporto con il pubblico è più intimo. Un concerto dal vivo, in questo senso, regala uno scambio di emozioni molto forti e uniche.
Questo album e le ha dato la possibilità e il prestigio di essere il primo artista italiano a pubblicare un disco live con l’utilizzo del brand Blue Note.
Il privilegio di essere il primo artista italiano ad uscire con il brand del Blue Note e la responsabilità che questo comporta, rappresentano un fardello estremamente piacevole da portare. È nato tutto un po per caso, come una naturale evoluzione del mio felice rapporto artistico con il Blue Note di Milano.
Qual è stato il criterio di scelta per le canzoni che sono state inserite all’interno di quest’album?
La selezione dei brani ha avuto come comune denominatore il soul. Ho scelto grandi classici così come canzoni più recenti, inserendo anche artisti italiani come Mario Biondi, Giorgia e Lucio Battisti. Trovo che si siano molte attinenze blues tra il popolo italiano e quello africano. Questa caratteristica mi ha fatto scegliere E penso a te, una delle canzoni più blues di Battisti, intendendo il blues non come genere ma come capacità di trasmettere emozioni.
Alla fine i numeri non mentono mai, e il tuo concerto al Blue Note di Milano del 19 dicembre è andato velocemente sold out, al punto da dover inserire due nuove date (il 7 e l’8 gennaio) per soddisfare tutte le richieste.
La risposta del pubblico è stata grandiosa. Al di là delle vendite dell’album, che sta andando molto bene, la grande richiesta di biglietti per il concerto è un importante segnale all’interno del mondo musicale. Per chi fa musica libera, ovvero riesce a lavorare senza il problema di dover commercializzare a tutti i costi la propria musica, è una grande soddisfazione. Negli ultimi anni, il pubblico si è evoluto. È più attento e aperto alle nuove sonorità, e un genere come quello che faccio io, non viene più percepito come per pochi intimi. La dimostrazione più evidente è il gran numero di ragazzi giovanissimi che ha un notevole bagaglio di cultura e conoscenza musicale.
In questo percorso, quanto ha inciso la tua presenza in televisione?
Il potere mediatico e comunicativo della televisione non ha eguali. In questi ultimi anni, la mia presenza a programmi importanti come Amici di Maria de Filippi mi ha garantito una visibilità che altrimenti sarebbe stato difficile raggiungere in tempi così brevi. La mia più grande soddisfazione è che questa visibilità è stata recepita nel modo giusto dal pubblico, consapevole che dietro un personaggio televisivo c’è sempre un artista che dedica la sua vita alla musica.
Quest’anno non sei più un insegnante nella scuola di Amici, ma voci ricorrenti ti danno prossimo a sederti dietro il tavolo dei giudici di X-Factor.
X-Factor è una trasmissione che mi piace, come tutti quei programmi dove la musica viene fatta con professionalità e capacità, rappresentando un valore aggiunto. Sinceramente non so cosa succederà in futuro, ma qualunque cosa accadrà farò del mio meglio. Come ho sempre fatto.