di Fabrizio Basso

Nessuno è profeta in patria. E' vero. E' un vecchio adagio popolare. ma che per esseere profeta in patria bisogna addirittura attreversare un oceano, beh è più difficile crederci. E invece funziona porprio così. In Italia si vive nel culto di Luigi Tenco eppure oltre continue uscite di raccolte, centinaia di cover e stucchevoli riaperture di inchieste sulla sua morte...non si va. In Argentina sono stati più fantasiosi. Stanno preparando un musical. Che non è la la storia della sua vita, bensì la storia della sua anima.

Volano dell'operazione è Juan Parodi, autore e regista teatrale argentino la cui ultima opera è Cariño Yacaré e sta riscuotendo un grande succeso: "Tanti momenti della mia infanza -racconta- sono stati vissuti fra un giardino disordinato, poco curato dai miei genitori, e canzoni italiane che sembravano arrampicarsi tra quei fiori. A lungo la melodia di Ho capito che ti amo ha girato per la mia testa come se fosse la colonna sonora del film della mia vita. Ho ritrovato quelle note e quelle parole qualche tempo fa mentre investigavo il mondo musicale dell´Italia degli anni Sessanta con l´idea di fare un progetto ispirato a quell'universo. Cercavo uno stimolo per fare nascere un opera teatrale che continuasse il percorso delle precedenti: il cinema degli anni '50 di Cariño Yacaré, le fotografie di famiglia dell'opera Foto di famiglia. Fra il materiale che ho trovato ho letto questo Il cantante Luigi Tenco si é suicidato a 29 anni, il 27 gennaio di 1967. Si é sparato in testa con una pistola Walter PPK 7,65 nella camera 219 del Hotel Savoy di San Remo. Aveva appena saputo che la sua canzone Ciao amore ciao era stata un completo insuccesso.  Come puó un uomo capace di scrivere parole tanto belle como quelle di Ho capito che ti amo togliersi la vita? Perché un uomo invidiato da tutti e che secondo tutti aveva tutto per essere felice decise di farla finita? Ho pensato a quell'epoca, alla mia infanza quando Tenco già se n'era andato a cantare in un'altra dimensione. La sua voce aveva resistito alla sua morte e persino aveva attraversato i mari como avevano fatto tanti anni prima i miei bisnonni italiani. Ho perfino immaginato che il mio bisnonno avesse camminato gli stessi carruggi e gli stessi porti che aveva percorso Tenco . E l'idea che i miei avevano vissuto le sue stesse strade mi ha donato una emozione grande". Dall'analisi emotiva a una più professionale anche se non priva di emozioni: "Senza dubbio l´universo di Luigi Tenco racchiude numerosi valori universali. Anche se sono passati molti anni dalla sua tragica morte. Non solo per le caratteristiche musicali delle sue canzoni, autoriali e melodiche, ma altresì perché in lui abita la storia di un essere che ha vissuto in destinazione ostinata e contraria come direbbe Fabrizio De André". La musica è sempre stata ingombrante, nella sua accezione positiva, nelle messe in scena di Juan Parodi: "In tutti i miei spettacoli la musica ha avuto un ruolo essenziale. Mi stuzzica l'idea che  la situazione teatrale venga attraversata dalla musica e anche la possibilità che un avvenimento, un fatto,  possano essere raccontati grazie a una canzone. In questo momento sia in Argentina che in Europa c'è una rivalorizzazione della fusione tra musica e teatro, un connubio che in altri tempi sarebbe stata guardato con sospetto e ritrosia. Non voglio riprodurre la vita di Tenco come se fosse una biografia ma vorrei catturare l´alito della sua vita e dargli un spirito contemporaneo. La decisione che quest´opera abbia per protagonista Hernán Piquín rientra in questa visione contemporanea. Si tratta di un interprete che riesce a coniugare danza, canto e recitazione. In lui abbiamo cercato molto di piu che una semplice similitudine fisica e vocale. Vorrei emergesse lo spirito romantico e di libertà che vive nelle canzoni di Tenco. Ritengo che sia una provocazione che a rendergli omaggio sia l'Argentina”.

A indossare i panni di Luigi Tenco sarà Hernàn Pequìn, primo ballerino del Teatro Colón di Buenos Aires e del Ballet Argentino capitanato dal celebre Julio Bocca e considerato dallo stesso Bocca come il suo vero successore. E' uno dei più importanti interpreti del balletto contemporaneo. L'anno scorso il regista Leonardo Favio l´ha chiamato per realizzare Aniceto, film argentino vincitore di numerosi premi. Questo è stato il primo passo per la sua carriera di attore. Nonostante il sucesso come attore Piquín non ha abbandonato la danza, passione che coltiva dall'età di dieci anni quando è stato selezionato tra 2700 aspiranti per entrare nella famosa scuola di ballerini del teatro Colon di Buenos Aires. Nel 2009 è stato chiamato per apparire in dieci episodi di una telenovela e ci èrimasto sei mesi. Piquín pur avendo un cognome spagnolo, ha un passato legato all´Italia. E stato primo ballerino del teatro San Carlo di Napoli. E nella telenovela argentina ha interpretato la parte del tano (modo in cui gli argentini chiamano simpaticamente gli italiani che vivono in Argentina): "Mi fa piacere che la gente mi chiami tano pur non avendo sangue italiano: mi fa piacere e mi riempe di orgoglio. Amo l´Italia, un artista non puó non amarla". Piquín è un grande amante della musica dei tempi dalla Dolce Vita. Grande amante e grande conoscitore di quella stagione dice che "se uno non si innamora ascoltando questa musica, non si innamora mai piu". Il suo futuro è  ricco di progetti: quattro film, un'opera di teatro e due musical fra cui quello dedicato a Luigi Tenco: "Mi ha affascinato la storia d´amore fra Tenco e Dalida e se potessi cambierei la tragica fine. Provo a immaginare che cosa sarebbe successo se qualcuno fosse entrato in quella camera e fosse riuscito a fargli cambiare idea. Lo ricordo a ogni Festival di San Remo con la stessa tristezza e sono arrivato al punto di portare dei fiori sulla sua tomba. Non meritava di morire e merita di essere ricordato. Spero di essere all'altezza del personaggio. No vedo l'ora che si apra il sipario e di poter cantare ho capito che ti amo".

Pur avendo origini calabresi è sempre stata legata a Genova Teresa Donato, co-autrice del musical su Tenco. Prima navigando come hostess sulle navi dei Costa e poi innamorandomi di un genovese, anzi di un sampdoriano, Pietro Sorba, uno dei massimi esperti di enogastronomia in Sudamerica: "Amo Tenco dai tempi in cui abitavo a Genova. Mi chiedo dove sarebbe arrivato se non se ne fosse andato prima del tempo. Mi diapiace che nessuno abbia capito prima la sua scomodità con la vita, il suo malessere. Tutti gli artisti che ci lasciano prematuramente mi danno una profonda tristezza. Aveva una sensibilità estrema". Teresa Donato, dopo un passato da giornalista a Elle Argentina, è arrivata alle sceneggiature. Ha scritto documentari e telenovela che sono state un successo nel suo paese. Vale la pena mettere sottolineare la sua partecipazione nel ruolo di collaboratrice autoriale ne Il mondo di Patty, serie che ha riscosso grandi consensi in tutto il mondo. Ora ha appena finito un film e aspetta la prima di Vedrai, vedrai. Sta finendo la sua opera teatrale Questo finisce qui mentre la sua ultima fatica televisiva è stata la telenovela Herencia de amor: "Il mio sogno sarebbe portare Tenco a Genova. Credo che Tenco i testi delle sue canzoni siano attualissimi. In Ciao Amore Ciao parla di chi lascia la sua terra per trovare un destino migliore. Mio padre ha lasciato la Calabria venendo in Argentina con quella speranza. A mia volta ho fatto lo stesso negli anni '80 quando l'Argentina attraversava una delle sue tante crisi. Oggi in Italia è pieno di uomini e donne che hanno detto Ciao Amore Ciao. L'idea è riscoprire Tenco al di fuori della sua biografia, prendendo in considerazione i temi di cui parlava nella sua essenza profonda. Vogliamo far vedere e sentire molto di piu che una selezione delle sue canzoni. Piquín è l´attore ideale. Canta, balla e riesce a entrare profondamente in tutti gli aspetti del ruolo e del personaggio. Gli assomiglia pure. Ama Tenco a tal punto che ha accettato senza leggere il copione, come ho fatto io. Mi piacerebbe realizzare una mini-serie televisiva su Tenco e l´Italia di quei tempi: raccontando Tenco si racconta un'epoca".

Il festival di Sanremo compie 60 anni. Non sarebbe straordinario, in questa ricorrenza lunga sei decenni, che ha segnato la storia del nostro Paese, invitare Juan Parodi, Hernan Pequìn e Teresa Donato sul palco dell'Ariston a raccontarci, e magari mostrarci, in anteprima il loro Tenco? Quello assorbito da chi vive qualche migliaio di chilometri più a sud-ovest ma sa cogliere (meglio e prima) l'essenza di un'anima tormentata?

La morte di Luigi Tenco