Difficile canonizzare un artista eccentrico come Ian Dury, ma a dieci anni dalla sua morte, l'uscita concomitante di una biografia e di un film su di lui, che fu  fondatore, frontman e cantante del gruppo inglese punk-rock  sembra porne le premesse. Il film, che si intitola (come una delle più note canzoni  della band) Sex & Drugs & Rock & Roll, è uscito in questi giorni in Inghilterra e già i critici ne tessono le lodi, soprattutto per l'interpretazione particolarmente convincente di Andy Serkis, attore già noto al grande pubblico come il Gollum della saga del Signore degli Anelli.

Il libro, che si intitola Ian Dury: The Definitive  Biography, sarà pubblicato il 15 gennaio da Sidgwick & Jackson e porta la firma dello scrittore e musicista Will Birch. Dury ha convissuto con i traumi di una poliomielite contratta in giovane età e, nonostante il suo fisico sofferente, è diventato una dei fondatori della scena punk rock inglese. Grossa testa riccia su un tronco sostenuto da gambe esili, ma una verve inesauribile e un ritmo inarrestabile, è stato una figura inconfondibile per gli appassionati di rock degli anni Settanta e Ottanta (in Italia si è esibito, tra l'altro, in indimenticabili concerti al Piper di Roma).

Il film ne segue l'ascesa verso il successo e la lotta contro  malattia. E mette a fuoco, oltre che la sua spavalda autoironia  (nel 1981 il suo contributo all'anno internazionale dei disabili fu un brano intitolato Spasticus Acusticus) anche gli effetti  del suo disagio e del suo stile di vita, all'insegna delle tre parole della sua più celebre canzone, sui suoi rapporti interpersonali. Dury morì di cancro a 57 anni nel marzo del 2000. Quel giorno le sue canzoni più note (Sex & Drugs & Rock & Roll, Hit Me With Your Rhythm Stick, Reasons to be Cheerful Part 3) furono ripetute ininterrottamente alla radio mentre Paul McCartney e Elvis Costello gli rendevano omaggio. Al suo funerale partecipò anche Robbie Williams che aveva  preso il suo posto come testimonial per l'Unicef. I Madness, che negli anni Ottanta erano subentrati a Ian Dury e ai Blockheads nel cuore dei giovani inglesi, portarono la bara. Un necrologio sul Times riconobbe il suo "posto duraturo nella canzone  popolare inglese". Le sue ceneri furono sparse sul Tamigi. Nel momento della sua morte Ian Dury sembrò così diventare quello che in vita non era mai stato: parte del patrimonio nazionale. Una collocazione che non gli era stata concessa  perché lui, come molte delle sue canzoni, era troppo  trasgressivo e sveglio, troppo dark e marginale per essere consapevolmente accettato dalla collettività. Ora può darsi che, a dieci anni dalla morte, un film e un libro gli rendano giustizia.

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Ian Dury and the Blockhead in Sex & Drugs & Rock & Roll