di Fabrizio Basso

Un progetto lungo quasi un lustro. E poi questa opera prima monumentale. Per trame musicali, testi stratificati, citazione colte...fossimo in Inghilterra, o negli Stati Uniti, Curtis Jones e i suoi Gossip Terrorists, ovvero Vincent Piccirillo (chitarra), Danny Rivera (basso) e Jim Kowalski (batteria), sarebbero in testa alle classifiche ma siccome noi siamo un paese per vecchi e, spesso, per dilettanti, Curtis Jones & The Gossip Terrorists rischiano di essere un fiore raro. Difficile da capire. Ma, come cantava Renato Zero, arrendersi mai. E dunque ascoltiamo questo The Assasination of Alabama Whitman i cui pezzi, spiega Curtis Jones, "sono stati selezionati con coerenza. L'album dunque è un prodotto organico, completo, non una infilata di singoli. C'è un filo logico che lega tutti i brani: non è un concept ma ci siamo vicini". E si sente. Anche orecchie vergini percepirebbero un continuum. Che poi è traducibile in quel cordone ombelicale che lega l'assassinio di Alabama Whitman alle origini di Curtis Jones: che si chiamano Beatles, Doors, Iggy Pop, giusto per citare qualche nome.

A sfogliare l'archivio ha faticato assai Curtis Jones perché "avevo pronti e disponibili circa sessanta brani. Ho operato varie fasi di discernimento. Volevo un album di forte impatto. L'emotività deve essere garantita. Un album d'esordio deve fuggire gli schemi e seguire le esperienze di chi lo fa. Per me poi è più di un album, è un progetto e con lui vorrei fare tanta strada". I testi sono in inglese per praticità ed eufonia. E pure un po' per abitudine "perché fin da ragazzino ricorrevo all'inglese. Confesso che c'ho provato in italiano ma non è la stessa cosa".

Forse è un segno del destino. E' un album che all'estero volerebbe in classifica. Forse sarebbe il caso di puntare almeno sulle bianche scogliere di Dover. Poi si penserà all'Oceano. Intanto c'è una occasione speciale per un assaggio live: venerdì 22 gennaio 2010 alle ore 18 alla Fnac di Napoli.

Curtis Jones and the Gossip Terrorists in Space Invaders