di Marco Agustoni

Immaginarsi Morgan (leggi l’intervista) in procinto di avventurarsi nei territorri urbani dell’hip hop può sembrare strano. Eppure, a pensarci bene il poliedrico artista ha sempre riservato, e ancor più lo fa oggi nella sua nuova veste da cantautore, una grande attenzione ai testi delle sue composizioni, elemento portante anche nella musica rap. Ecco spiegato il perché di questa serata del 13 gennaio alle Scimmie di Milano, in cui il giudice di X Factor presenterà al pubblico un originalissimo mc, Dargen D’Amico, nel corso di uno dei suoi Morganicomi.

Già in passato Morgan aveva sprecato parole di elogio nei confronti di Jacopo “Dargen” D’Amico, rapper che magari suonerà sconosciuto ai più, ma che nell’ambito dell’hip hop italiano gode dello status di artista di culto. Dargen ha cominciato a cimentarsi con le rime da giovanissimo, mettendosi in mostra nelle sfide underground di freestyle, per poi cominciare a definire il suo personale stile come Corvo D’Argento all’interno del gruppo Sacre Scuole (da cui provengono anche Gue Pequeno e Jake La Furia, oggi due terzi dei Club Dogo). Poi, alcuni anni lontano dalle scene, fino a un inaspettato e spiazzante ritorno da solista con l’album Musica senza musicisti, del 2006.

Nel 2008 esce Di vizi di forma virtù, al momento il suo ultimo disco, con il quale comincia a crearsi uno zoccolo duro di fan e ad attirare l’attenzione del pubblico. Nel mentre, si concede collaborazioni con artisti come Fabri Fibra e i Crookers (con i quali ha ad esempio rifatto in italiano il loro remix di Day’N’Nite di Kid Cudi). Quel che distingue Dargen D’Amico dal grosso della produzione hip hop contemporanea è il gusto per la sperimentazione linguistica e sonora, tale da risultare alle volte criptico o indigesto, e l’amore per l’eclettismo che lo ha portato a comporre brani introspettivi e filosofici così come autentici inni tamarri. Insomma, una vera e propria gioia per le orecchie esigenti di Morgan.

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